2001 Odissea nello spazio: 50 anni festeggiati su Infinity per una settimana

2001 Odissea nello spazio fu mostrato al pubblico il 2 aprile di 50 anni fa: per celebrare il cinquantesimo anniversario del capolavoro di Stanley Kubrick, il servizio di streaming on demand Infinity lo offre incluso nell’abbonamento per una settimana, dal 30 marzo al 5 aprile. Con lo stop pasquale di mezzo, avrete il tempo per godere di questa storica esperienza.

2001 si ispirò al racconto “La sentinella” del celebre scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke, che però ha sottolineato come si sia trattato soltanto di un punto di partenza. La sceneggiatura scritta da Kubrick e Clarke (nomination all’Oscar) è da ritenersi infatti originale, anche se poi generò un romanzo omonimo di Clarke pubblicato in concomitanza con l’uscita del lungometraggio.

Il film ricevette altre tre nomination all’Oscar: migliore regia, migliore scenografia e migliori effetti visivi, vincendo meritatamente la statuetta per quest’ultimi. Ragionevolmente: dopo aver visto il documentario To the Moon and Beyond del 1964, Kubrick si rivolse a quel tecnico degli effetti, Douglas Trumbull, per concepire un film che rimase all’avanguardia per anni. Uscito peraltro – è bene ricordarlo – un anno prima dello sbarco americano sulla Luna, al punto che alcune teorie cospirative suppongono che quest’ultimo sia stato simulato usando molte sequenze non montate proprio di 2001! A parte tutto, la lunghissima lavorazione portò Kubrick a girare, secondo alcune testimonianze, una materiale di 200 volte più vasto rispetto a quello che si vede nel montato finale; peraltro Stanley stesso tagliò il film di 19 minuti dopo le prime proiezioni, per snellire un’opera già complessa e che non fu compresa da tutti all’uscita. La stessa sopravvivenza commerciale di 2001 stava traballando, finché il passaparola tra i giovani non crebbe, abbracciando l’aura di viaggio psichedelico che l’intero film offre, specialmente nella sezione finale. Quest’ultima e quella iniziale non presentano alcun tipo di dialogo, per un totale di quasi 50 minuti veicolati solo da immagine, suono e musica (entrato nella storia del cinema l’uso di “Così parlò Zarathustra” e “Sul bel Danubio blu” di Strauss).

Se poi, nel caso non vi siate mai imbattuti in 2001 – Odissea nello spazio, vi state domandando di cosa parli, vi basti una premessa quantomai insufficiente: la scoperta di un oggetto misterioso sulla superficie lunare dà il via a una spedizione spaziale. A bordo dell’astronave, l’intelligenza artificiale H.A.L. 9000, rappresentata da Kubrick in forma non umanoide (per evitare che il lungometraggio invecchiasse, a ulteriore testimonianza di una lungimiranza creativa senza pari).
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