ADL-Sarri, l’incontro slitta “Perché? Motivi nostri”

Aurelio De Laurentiis, 68 anni, con Maurizio Sarri, 59. Ansa

Aurelio De Laurentiis, 68 anni, con Maurizio Sarri, 59. Ansa

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Il calcio che deve cambiare e riformarsi con un campionato europeo a venti squadre, la Serie A da ridurre a sedici unità ma soprattutto il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli. Aurelio De Laurentiis ne ha parlato oggi a margine della riunione dell’ECA a Roma (il presidente del Napoli ha la delega per lo sviluppo della comunicazione). “Perché è stato rinviato l’incontro con Sarri? Questi sono fatti nostri, privati. Noi convergiamo su tutto, molto spesso convergere però non vuole dire trovare i giusti tempi. Bisogna riuscire a capire se i compagni di viaggio amano il rischio quanto lo amo io. Sarri è uno che ha rischiato in tutta la sua vita, e con una lunga gavetta è diventato quello che è. Non ha potuto giocare a calcio per colpa di un incidente, ma ha studiato a tavolino mettendo la teoria vicino alla pratica e alla fine è diventato quasi geniale in tutto ciò. Però è da poco che milita nella Serie A e quindi il Napoli sicuramente lo ha stimolato a mettersi in gioco sempre di più e mi auguro che lo si possa fare ancora insieme”.

clausola — L’intento di De Laurentiis è quello di provare a trattenere Sarri, la certezza allo stato attuale è che non si può esser sicuri che il matrimonio continuerà: “Garanzie? Il signor Sarri ha un contratto che lo lega a noi per ancora lungo tempo. Poi c’è una clausola rescissoria e se qualcuno dovesse affrontare questo problema legalmente è ineccepibile e noi dovremmo farci da parte – sottolinea De Laurentiis -. Ma in 14 anni credo di aver fatto fare al Napoli grandi passi, siamo diventanti il 16° club europeo, quindi tutti devono avere fiducia in questo Napoli, tutti devono aver fiducia in me perché sono io che creo le condizioni giuste per andare avanti in un contesto pieno di problemi”.


superlega — Qui De Laurentiis parte all’attacco sulla sua idea di riforma del calcio nazionale e internazionale: “Noi nuotiamo in un oceano pieno di squali e fino ad oggi non siamo stati divorati. Come far svoltare il calcio europeo? Intanto riducendo il numero delle squadre nei vari paesi, altrimenti non possiamo avere tutte queste competizioni. Infantino voleva proporre una ulteriore competizione per i top club e abbiamo detto di no. Non si può sempre aggiungere senza sottrarre. Io da sempre voglio fare un campionato europeo, ma questo non significa estrarre dall’urna a caso affidandosi alla fortuna. Dobbiamo fare in modo che in parallelo ai campionati nazionali ci sia un campionato europeo che si gioca tutte le settimane, andata e ritorno, fra le 20 squadre più meritevoli, ovvero le prime 3-4 dei vari tornei. Ci dobbiamo sedere e stabilire quali sono i nuovi percorsi per accedere a questo eventuale campionato. Pensate a come sarebbe bello avere il martedì-mercoledì-giovedì un campionato europeo e il fine settimana il campionato nazionale”.

 Gianluca Monti 

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