Agnelli: “Modello Juve resta Cambiano solo le persone”

Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Ansa

Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Ansa

Prende la parola Andrea Agnelli. Il presidente della Juventus, dopo l‘addio annunciato dall’ad Beppe Marotta nella pancia dello Stadium subito dopo vittoria sul Napoli, in conferenza stampa dalla sede della Lega spiega il nuovo assetto societario confermando l’uscita di scena degli ad Marotta e Mazzia: “Il modello di gestione della Juventus rimane sostanzialmente inalterato: c’è un Cda che dà delle deleghe, le quali verranno assegnate dopo il 25 ottobre. Il modello di gestione del club si basa su tre cluster: lo sport, i ricavi e i servizi – dice il numero uno del club bianconero -. Non ci sarà nessun tipo di cambiamento. La Juve continuerà a funzionare come oggi. Cambierà la leadership dei pilastri della Juve: Giorgio Vinci sarà responsabile dei ricavi, ci sarà un responsabile dell’area sport che sarà Fabio Paratici e un responsabile per i servizi che sarà Marco Re. Un addio di Paratici? Lo escludo totalmente. Il modello della Juve rimane inalterato – spiega ancora Agnelli -. Quello che ambia sono le persone. Gente che ha 45 anni, che è pronta e preparata grazie alla straordinario lavoro di Beppe Marotta e di Aldo Mazzia: quello che loro hanno fatto è far crescere giovani dirigenti che davanti a loro avranno sfide molto ambiziose. Noi oggi dobbiamo farci trovare pronti verso le sfide globali e in grado di competere con squadre che sono avanti. Dovremmo accertarci che la Juve rimanga al top del calcio globale. Sappiamo perfettamente che la centralità della gestione dell’impresa Juventus passa per il campo, ma al fianco del campo è molto importante la funzione dei ricavi e quella dei servizi. Continuità assoluta col recente passato”. Nella sede della Lega presente anche l’ad Beppe Marotta, che però non prenderà la parola.
marotta e cda — Marotta nella giornata di ieri a “90′ Minuto” ha raccontato la sua verità facendo capire che il divorzio non è stata una sua decisione:” È una situazione voluta dalla società, non c’è un motivo scatenante. – ha rivelato -. Io mi adeguo a quelle che sono le loro idee e le loro direttive, per amore sia delle persone che della stessa Juve. Andare via? È un termine forzato: sono un uomo d’azienda e sposo questa linea, certo di avere dato il 100%. E’ una scelta dolorosa, in questi anni ho vissuto tante emozioni e sono state tutte belle”. Questa mattina, intanto, è stata presentata la lista dei candidati per il consiglio di amministrazione e tra i nomi non c’è quello del direttore sportivo Fabio Paratici che assumerà comunque le deleghe in ambito sportivo che fin qui erano state a capo dell’ad Marotta.