Alla scoperta di Lautaro Ecco come può giocare

Lautaro Martinez, 20 anni, attaccante dell'Inter. Ap

Lautaro Martinez, 20 anni, attaccante dell’Inter. Ap

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Lo manda Milito, suo mentore e consigliere da quando è esploso al Racing de Avellaneda, ma Lautaro Martinez è tutto un altro tipo di giocatore rispetto al Principe. In realtà, per capacità realizzativa e presenza in campo il “Torito” gli si avvicina molto, e già basta come biglietto da visita. Ciò che li differenzia sono invece le caratteristiche tecniche, fisiche e tattiche, che rendono il nuovo attaccante a disposizione di Spalletti un factotum dalle prospettive al momento illimitate. Di lui si conoscono origini e peculiarità. Adesso, vivisezionandone le caratteristiche più squisitamente tecniche, è anche il caso di capire che tipo di giocatore è arrivato a Milano per disegnare la nuova Inter protagonista in Italia e in Europa.

tattica e posizione — Titolare al Racing dall’inizio dello scorso anno, quando aveva appena 18 anni, Martinez si può definire un attaccante «totale» per versatilità e duttilità: può giocare prima o seconda punta, ma anche esterno d’attacco su entrambi i lati (preferibilmente a sinistra per potersi accentrare). Caratteristiche che lo rendono ideale sia come spalla di Icardi che come esterno avanzato nel 4-2-3-1 già sperimentato con la maglia dell’Academia. Si trova a suo agio anche nel classico 4-4-2, così come nel 3-5-2 o in un ipotetico 3-4-2-1. Dotato di uno spiccato senso per la posizione, la sua specialità è il movimento a tagliare in diagonale per spaccare la difesa avversaria, ma è efficace anche spalle alla porta tra i difensori centrali. Abile nelle letture del gioco, sa essere devastante nelle ripartenze e nel dettare il lancio in profondità. Le specialità della casa sono l’inserimento improvviso e la capacità di ricevere il pallone sulla pressione avversaria per ribaltare rapidamente l’azione, girandosi in un fazzoletto o scaricando per il compagno accorrente. Tra le qualità più spiccate c’è la grande mobilità che gli consente di non dare mai punti di riferimento ai marcatori.


tecnica e fisicoIl “Toro” possiede anche una grande rapidità di esecuzione che gli consente di prendere facilmente il tempo ai rivali, anche in fase di marcatura stretta. Il resto lo fanno un controllo di palla sopraffino, sia in ricezione che nella corsa, unito alla straordinaria facilità di calcio con entrambi i piedi (pur essendo un destro naturale). A tutto ciò sa aggiungere cambi di direzione in grado di disorientare l’avversario e spostare il fronte dell’azione, così come l’estrema facilità nel dettare l’uno-due. Tra le principali doti tecniche c’è poi un tiro potente e preciso, che va unito allo spiccato fiuto per il gol e al forte senso della posizione. L’unica pecca è forse il colpo di testa, ma su quello si può lavorare in virtù di un fisico potente. Progressione, agilità e velocità esplosiva sono le migliori doti atletiche del “Torito”, che per movenze e stile di gioco ricorda da vicino l’Aguero dei tempi dell’Atletico Madrid, nonostante i suoi idoli siano Suarez e Falcao.

carattere e mentalità — Come se non bastasse, Martinez esibisce anche una grande forza mentale unita a determinazione e spirito di sacrificio. Gli allenamenti sotto le intemperie ai tempi di Bahia Blanca raccontati dal padre Mario sull’ultimo numero di GazzaMondo ne sono una testimonianza. Le parole del suo primo tecnico Guillermo Puliafito, che ha raccontato di un 14enne con uno spirito da professionista navigato, sono una certificazione. Il fatto poi che abbia preteso un nutrizionista personale per curare la forma atletica in modo minuzioso la dice lunga sulla serietà di un ragazzo mosso da ambizione e con un’elevata cultura del lavoro. La stessa di cui ha bisogno l’Inter per tornare grande

 Adriano Seu 

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