Arrivabene: “Inaccettabile Manca uno che dia la rotta”

Maurizio Arrivabene. Getty

Maurizio Arrivabene. Getty

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Si mostra sereno, parla pacatamente, ma Maurizio Arrivabene ha un fuoco dentro che lo brucia: perché si può anche perdere un Mondiale, ma così fa male. Molto male. A Suzuka, dopo aver scosso la testa sul muretto ed essersi preso una salutare pausa di riflessione nel chiuso del suo ufficio, convoca i giornalisti. “Sapete che ci ho messo sempre la faccia – attacca – e premetto che anche se la vettura oggi è cresciuta rispetto a ieri, non avremmo fatto la pole ma quello che è capitato è inaccettabile”. Ovvero che al muretto box si sia deciso di assumersi il rischio di spedire in pista Raikkonen e Vettel, uno dietro l’altro con il Cinturato verde Pirelli, le gomme intermedie da bagnato.

mossa disperata — Una mossa della disperazione che purtroppo ha messo in ridicolo la rossa, quasi come dieci anni fa in Malesia quando proprio Raikkonen era stato spedito in pista con la medesima specifica mentre splendeva il sole. Allora le colpe furono addossate a Michael Schumacher, super consigliere del Cavallino. E adesso? “Non voglio puntare il dito contro qualcuno – spiega Arrivabene – dico solo che siamo una squadra ancora giovane e che il prezzo dell’inesperienza a volte si paga. Ci manca un pistaiolo, uno che fiuta l’aria e sa indirizzare il gruppo, ci manca il famoso tattico come in coppa America”. Si eviterebbe così di vedere meccanici che schizzano da una parte all’altra del box, affannati.


irruzione in radio — La scelta di montare le gomme da bagnato è stata tanto sorprendente che pare che lo stesso team principal, invadendo il territorio altrui, si sia attaccato al pulsante della radio, quello usato per gli ordini di scuderia, chiedendo, “Ma siamo sicuri? Guardate che gli altri sono usciti con le gomme da asciutto!”. Quello che sono garantite sono le sue parole di biasimo: “Anche altre volte abbiamo sbagliato, ma stavolta era una scelta scontata. A volte bisogna togliere gli occhi dal computer e farsi guidare dal buon senso” (stesso concetto espresso dieci anni fa da Giorgio Ascanelli, allora d.t. della Toro Rosso che aveva azzeccato la chiamata, mettendo semplicemente la mano oltre la tendina del muretto).

ribaltoni? — Salteranno delle teste? “A caldo non si prendono decisioni, se e sottolineo se, i conti li faremo, saranno fatti a fine stagione”, ha spiegato Arrivabene, che ha giustificato il testacoda di Vettel in Q1. “Non dite che non è tranquillo, ci ho parlato è sereno. Lui è uno che alla Red Bull era stato in grado di recuperare 31 punti”.

Dal nostro inviato Andrea Cremonesi 

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