Bologna, il jolly è Orsolini Udinese rimontata: è 2-1

La gioia dei giocatori del Bologna. Getty

La gioia dei giocatori del Bologna. Getty

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E poi arriva il Bologna. Un Bologna finalmente animato da quel “Fire and Desire” che è slogan di Saputo, ritornello concretizzato contro la Roma e sparito in tante altre circostanze. Se è vero che la cifra tecnica dell’Udinese è superiore a quella degli uomini di Inzaghi, è altrettanto vero che il Bologna di porta a casa tre punti figli dell’insistenza, del notevole calo anche comportamentale dei friulani, della rabbia e anche di due exploit firmati Santander e Orsolini, con quest’ultimo che in 10’ segna il 2-1 e prende pure palo.

RIGORE — Inzaghi, nonostante la riduzione della squalifica di Pulgar da 3 a 2 giornate, sceglie ancora il magiaro Nagy in mezzo al campo: ai suoi lati rientra Svanberg e c’è sempre Dzemaili che fra gli avversari vede il suo compagno di nazionale Behrami, perno davanti alla difesa di un 4-1-4-1 che passa molto dagli esterni, soprattutto da De Paul. L’Udinese è padrona della trequarti e nella prima mezzora arriva quattro volte al tiro: mira sballata di De Paul stesso, Lasagna e Mandragora. Il peso netto del primo tempo si svolge tutto in tre momenti: al 14’ Svanberg si infila in area su rimpallo difensivo, contrastato da Troost-Ekong va per terra; l’arbitro Manganiello non dà rigore, poi Orsato lo consiglia di guardare la Var, video visto e rivisto ma il direttore di gara non smentisce se stesso. Sbagliando. Il Bologna è rabbioso e Santander sfiora il vantaggio: minuto 28, Scuffet e Stryger salvano un pallone già in rete. Poi, il ribaltamento: l’Udinese fra De Paul, Mandagora, Fofana e Pussetto giostra palloni e movimenti come vuole e proprio da un cambio-campo di De Paul nasce l’1-0 per i friulani: palla a Pussetto che, non seguito da Krejci, infila Skorupski così bene che l’applauso è automatico. Il Bologna vive un legittimo sbandamento, cerca l’avvicinamento con palleggio ma serve una botta violenta di Santander dal limite dell’area (minuto 43’) per pareggiare il Lato A del match.


ORSOLINI SCATENATO — La ripresa è sostanzialmente bolognese: l’anima di Inzaghi ispira i rossoblù che approfittano dell’arretramento inspiegabile dell’Udinese e che al 7’ arrivano vicino al 2-1 con Dzemaili che però svirgola solo soletto in piena area. Al decimo ci riprova Svanberg (fuori di poco), poi conclude un’altra volta, fuori. Intanto Pippo ha cambiato un esterno (Dijks per Krejci) mentre Velazquez ha messo D’Alessandro e poi Teodorczyk per uno spento Lasagna. Il Bologna spinge, guadagna tre contropiede e alla fine arriva al vantaggio: Samir dorme su un’incursione di Mattiello, Orsolini (appena entrato per Svanberg nel ruolo di interno destro) è fieramente in mezzo all’area, botta di destro in solitaria e Scuffet tocca ma non evita il vantaggio bolognese. E’ il minuto 37, l’Udinese ha in Fofana l’unico elemento capace di fare tutto e di mantenere alta l’attenzione rispetto agli altri ma tiri verso Skorupski no, non arrivano se non alti e senza forza. Così, il Bologna si compatta bene e riparte: in una di queste situazioni, Santander butta via un’occasione propizia (tira senza vedere due compagni soli in mezzo all’area) e in un’altra Orsolini colpisce il palo. Bologna a sette punti, Udinese un gradino sopra: Pippo Inzaghi ha trovato una squadra piena di volontà, Velazquez sulle volontà della sua dovrà riflettere.

Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite 

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