Buffon, cosa si prova a essere derubati di un sogno

Potete pensare e dire quello che vi pare di Buffon: lui è, lo siamo tutti abituati al peggio. Gigi non ha mai fatto uscite politicamente corrette, anche se è un uomo intelligente e sensibile, talvolta sbagliato: in lui cuore e fegato prevalgono spesso. Da ieri sto leggendo di nuovo di tutto, attacchi diretti e trasversali: da quando rubava la merendina al compagno di banco (a questo punto lo sospetto) alle parole pronunciate dopo lo scandalo Muntari, fino a “el robo del siglo” (titolo del catalano Sport).

Buffon ha sempre diviso e inevitabilmente, di fronte alla fine del terzo sogno in pochi mesi (ultimo Mondiale, ultima Champions, carriera), ha detto cose – delle quali non si pentirà – che hanno fatto tanto rumore.

In fondo lo capisco, posso anche non approvare forma e sostanza dell’uscita, ma lo capisco, la rabbia e l’amarezza hanno sfondato il muro della tolleranza del campione: ha peraltro subìto quello che da noi subiscono puntualmente molte squadre e tifoserie, un’ingiustizia arbitrale.

Il punto è l’ennesimo rigore. Ora: il trentatreenne Oliver non ci ha capito una mazza, è risultato penosamente inesperto. Al 94’ un rigore in una partita così importante non dovrebbe essere solo “supportabile” ma netto, non contestabile. E quello fischiato a Benatia non lo era, netto.

Il mio pensiero definitivo è questo: il Real ha stufato con tutti gli aiuti che riceve: ricordate l’anno scorso col Bayern di Ancelotti, sempre al Bernabeu? Già sono fortissimi, ma se ci si mettono anche gli arbitri…

Il resto (attacchi post-partita di Agnelli e Chiellini e altri) può anche essere considerata spazzatura: ma se si vuole risultare obiettivi e corretti occorre fare sempre la differenziata.