Champions, Spalletti: «Inter, avanti con il 4-2-3-1»

INVIATO AD EINDHOVEN – Luciano Spalletti non cambia sistema di gioco e mette in guardia i suoi sulle qualità del Psv, ma al tempo stessa ha fiducia nell’Inter che manderà in campo al Philips Stadion.

Spalletti, qual è il punto di forza del Psv?
Loro hanno diverse qualità: sono una squadra che è forte dal punto di vista fisico, hanno individualità importanti e hanno questa qualità dell’impatto forte su ogni momento della partita. Interpretano il calcio come il loro allenatore e si vede che la squadra è allenata da uno come lui. I calciatori ripropongono il carattere che Van Bommel aveva quando giocava.

Per l’Inter è giusto ragionare sui due risultati in ottica qualificazione?
Questi ragionamenti non li ho mai fatti per principio e perché ti mettono in imbarazzo nei confronti della squadra che ci legge il non fidarsi delle qualità che uno ha di fronte. Bisogna provare a vincere la partita: è questo il giusto modo di fare. Bisogna tenere nel mirino le insidie determinate dalle qualità che loro hanno; sono cose facilmente individuabili. Poi però si va per vincere la partita.

In caso di risultato positivo domani cosa vorrebbe dire?
Cominciamo con il preparare bene mentalmente questa partita, sapendo l’importanza che ha perché già da oggi a vedere il campo o da ieri quando abbiamo iniziato a parlare di questo incontro, l’aria è diventata più forte. Sarà una gara difficilissima: noi da queste vittorie ne riceviamo una spinta a livello di personalità e la forza che ci vuole per indossare questa maglia sarà importante. La nostra crescita passa da queste partite qui. Ci vuole il massimo dell’attenzione, della disponibilità, il tirar fuori tutto: dentro la partita ci sarà bisogno di ogni cosa.

Il Psv che domina in patria è stato spazzato via dal Barcellona. Non è che la Eredivisie non è allenante?
Il campionato olandese è allenante e se devo analizzare la partita contro il Barcellona dico che secondo me quelli del Psv si sono pentiti di aver dato campo ai blaugrana perché loro sono abituati allo scontro corpo a corpo, a sparare palla addosso al proprio attaccante per poi attaccare gli spazi con gli uomini davanti. Ti mettono a dura prova e devi interpretare il match mettendo in pratica in poco tempo quello che sai. E poi in Olanda c’è l’Ajax che è una squadra forte, non è vero che il campionato non è allenante.

Pensa di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico?
No c’era bisogno finora di fare dei passi in avanti dal punto di vista della conoscenza del 4-2-3-1 che assomiglia un po’ al loro modulo, ma il sistema tattico rimane quello. 

Cosa si aspetta dalla squadra? Come deve reagire a un match così?
Mi aspetto che i miei si facciano trovare pronti da un punto di vista fisico, mentale e della disponibilità. Abbiamo lavorato tutto lo scorso anno per vivere questo momento e adesso dobbiamo essere pronti. 

Come sta D’Ambrosio? E Vrsaljko?
Bene e ha recuperato e giocherà a destra. Vrsaljko ha fatto il suo programma individuale e ha dato i risultati che ci si aspettava. Due-tre allenamenti con la squadra sono pochi ed è difficile dire se sarà usato, ma è possibile anche vederlo tra i 18. E’ una valutazione che faremo dopo l’allenamento di oggi.