Daniel Auteuil e Gérard Depardieu: la rivalità che diventa amicizia

“Quando nel film mi chiama Daniel, e mi volto, sono proprio io a voltarmi. Volevo tornare a lavorare con Gérard Depardieu, perché è un immenso attore che mi piace molto e mi manca spesso”. Non fa mistero, Daniel Auteuil, arrivato agli ottanta film come attore e a 68 anni, di volersi circondare di amici e persone fidate, oltre che di bravi attori, quando passa dietro la macchina da presa. Come in Sogno di una notte di mezza età, sua quarta regia in cui si è allontanato dall’immaginario di Pagnol, legato al sud della Francia, per adattare uno spettacolo teatrale di Florian Zeller, L’Envers du décor, da lui diretto.

È la quarta volta che i due attori, divisi solo da due anni e apparentemente così diversi, lavorano insieme: spesso posato e in sottrazione Auteuil, incontenibile per fisicità e carisma Depardieu. Francese nato in Algeria durante una tournée dei genitori cantanti lirici il primo, figlio della Francia rurale, di un fabbro e una casalinga, il secondo.

La prima volta insieme è stato in Jean de Florettenell’ormai lontano 1986, quando furono diretti dal grande Claude Berri, soprannominato il padrino del cinema francese, regista amato e produttore di grandi successi, fra cui la saga di Asterix e Obelix; fu lui quindi a scegliere Depardieu per il ruolo di Obelix. Jean de Florette è ambientato a metà degli anni ’20 e racconta il ritorno dalla guerra in un piccolo villaggio della Provenza di un giovane agricoltore, Ugolin, interpretato da Auteuil, che ha il sogno di fare fortuna coltivando garofani. Il Jean del titolo (Depardieu) è un giovane contadino di famiglia benestante che finisce vittima di un raggiro da parte di Ugolin e dello zio, nientemeno che Yves Montand. Il film contribuì a lanciare la carriera dei due trentenni e promettenti attori, fu un grande successo di pubblico e critica, ancora oggi ritenuto un classico del cinema rurale, inno alla bellezza del sud tratto da un romanzo del maestro del genere, Marcel Pagnol, le cui storie poi Auteuil coltiverà come regista. Proprio quest’ultimo vinse per Jean de Florette il César come migliore attore, mentre Depardieu non fu neanche nominato. Il film, poi, fu candidato ai Golden Globe per il miglior film straniero. Nel film la moglie di Depardieu è interpretata dalla vera partner dell’epoca, Élisabeth Guignot, con cui fu legato dal 1970 al 1990.

Ci sono voluti 15 anni per rivedere i nostri due eroi sullo stesso set, riuniti da un altro grande nome del cinema francese, specializzato in commedie campioni d’incasso: Francis Veber. L’apparenza inganna (2001) porta al cinema un personaggio da lui creato per il teatro con grande successo, François Pignon, che probabilmente ricorderete protagonista di un film di un paio d’anni prima, grande successo anche in Italia, dal titolo La cena dei cretini. Qui Pignon (Daniel Auteuil) è in crisi, la moglie l’ha lasciato, il figlio adolescente fa come se non esistesse e sta per essere licenziato. Come uscirne? Fingendosi omosessuale, suggerisce il vicino, impedendo così al suo capo di licenziarlo, visto che la ditta produce profilattici, e non sarebbe una buona pubblicità. Un’unica persona non vuole cedere, il capo del personale macho, razzista e omofobo, ovviamente con le fattezze di Gérard Depardieu, che vorrebbe mandarlo via, gay o etero che sia. I due finiranno a doversi conoscere meglio, con i risultati comici immaginabili. Il film fu un grande successo, portando al cinema oltre 5 milioni di francesi, ma anche non pochi americani, che amarono molto la commedia.

Terzo film insieme, e terzo genere diverso per Gérard e Daniel, che si cimentano in uno dei maggiori polar di inizio secolo: 36 Quai des Orfèvres di Olivier Marchal. Si parla dell’indirizzo della sede della polizia di Parigi, frequentato per molti anni da Marchal stesso, poliziotto diventato sceneggiatore e regista. Nella regione di Parigi dei furgoni portavalori vengono attaccati da banditi armati e professionisti, sfruttando la violenta lotta fra due sezioni della polizia, guidate da due rivali, una volta grandi amici, interpretati ovviamente da Auteuil e Depardieu. I due sono in lizza per il posto di direttore del 36, Quai des Orfèvres e risolvere il caso vorrebbe dire ottenere la promozione. Inutile dire che per riuscire non arretreranno di fronte a ogni mezzo, anche quelli illegali. Ancora una volta i due attori sono antagonisti, nemici dal carattere molto diverso ispirati a personaggi e fatti realmente accaduti negli anni ’80. Ancora una volta è stato Auteuil a vincere la sfida dei César fra i due, portando a casa la statuetta come protagonista di un film che ne vinse ben otto.    

Ora, a distanza di altri tredici anni, Depardieu e Auteuil tornano insieme, di nuovo in una commedia, Sogno di una notte di mezza età, in arrivo nelle nostre sale il 18 ottobre.