Dimarco condanna l’Inter Festa Parma a San Siro Spalletti, così è già crisi

Federico Dimarco, 20 anni. Ansa

Federico Dimarco, 20 anni. Ansa

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Quattro punti in quattro partite: la partenza è lenta. Quattro gare senza vittorie di fila a San Siro: lo stadio è pieno, ma non è un fortino. Due sconfitte con Sassuolo e Parma: l’Emilia piace poco. Persino il gol dell’ex, una saetta di sinistro di Dimarco: il settore giovanile fa felici gli altri. L’Inter perde 1-0, viene raggiunta dal Parma, nel weekend può vedere scappare le altre big. Rivede sì le stelle, ma sono quelle dei fumetti, quelle che girano intorno alla testa dopo aver preso uno schiaffone o una brutta botta.

RITMO — I numeri della classifica sono impietosi, i numeri del match daranno una illusoria ragione all’Inter, che tiene più palla, tira di più in porta, occupa la metà campo avversaria. Ma lo fa senza convinzione e con ritmi che si alzano solo per un breve tratto della ripresa, quando Perisic sembra voler spingere sull’acceleratore. Non è nemmeno questione di turnover, perché i presunti titolari, quando entrano nella ripresa, non cambiano lo spartito. Icardi non colpisce su un paio di palle buone, mentre la forma di Brozovic è ancora tutta da trovare, e l’assenza di un alternativa può preoccupare.


DIMARCO — Il Parma viaggia con le cinture allacciate e velocità controllata, nel suo ritorno a San Siro: formazione coperta, centrocampo di lotta, offensive limitate a rilanci lunghi per Inglese o a contropiede vecchio stampo, cercando di sfruttare le volate di Gervinho: un tiro parato a testa, quello dell’ivoriano è il più pericoloso, ma annullato da un fuorigioco confuso. Alla disciplina aggiunge un primo lampo di Stulac, e poi la giornatona di Dimarco: salva due gol in difesa (si immola su Nainggolan e salva su una linea, con sospetto tocco di mano, su Perisic), poi alla prima sortita offensiva trova un gran tiro di sinistro da 25 metri: finisce nel sette, è 1-0.

VERSO GLI SPURS — I pensieri di Champions convincono Spalletti a partire con le rotazioni che saranno una costante di questa stagione. Quindi, oltre a Gagliardini a centrocampo, dentro Candreva (Politano in panca) e Dalbert (per Asamoah). Anche Icardi è inizialmente in panchina e la sua mancanza si sente sui cross che l’Iter prova a buttare in mezzo, spesso senza trovare destinatari. L’occasione migliore del primo tempo è per Perisic, su una palla prolungata da Bruno Alves: porta spalancata, ma tiro alto. Il più attivo è Nainggolan, che aggiunge la soluzione “tiro dal limite”: un paio parati, uno fuori. Nella ripresa aumentano le mischie in area, l’infortunio di D’Ambrosio porta al passaggio alla difesa a tre, ma la porta non si trova e il Parma fa il colpaccio. Martedì arriva il Tottenham: l’Inter lo riceverà già con una certa pressione sulle spalle.

 Valerio Clari 

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