Ducati-Ferrari vincenti E quel 2007 fa sognare…

La sfida riparte. A circa 14 mila km di distanza, Ducati, in Argentina, e Ferrari, in Bahrain, provano domenica 8 a ribadire il vittorioso week end iniziale di stagione. Le rosse nazionali guidano le rispettive classifiche, Ducati e Dovizioso in MotoGP grazie al successo in volata del forlivese in Qatar, Ferrari e Vettel in Formula 1 dopo il trionfo del tedesco a Melbourne, e nel secondo GP cercano un allungo che sarebbe molto significativo. Per misurare le loro ambizioni iridate e comprendere anche il reale valore dei loro rivali.

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la ferrari — La Ferrari arriva in Sakhir forte del vantaggio in classifica, della spinta psicologica fornita dal successo in contropiede a Melbourne e del precedente dell’anno scorso, con Vettel che nel deserto impose la sua legge. Maranello cerca importanti conferme su un tracciato permanente e in condizioni ambientali calde che costituiranno un buon test per la presunte difficoltà di esercizio dei pneumatici della Mercedes. La Stella in Australia ha mostrato una superiorità evidente, in prova e sul passo gara esibito da front runner, ma pecche di visione di gara e limiti con Bottas, che ha lasciato Hamilton solo nella morsa di Vettel e di un Raikkonen molto pimpante. Il Cavallino sa di dover lavorare, ma nel deserto presenterà degli aggiornamenti aerodinamici per ridurre ancora le distanze e potrà correre con la mente libera: quella che spesso fa prendere le decisioni giuste e invertire il corso di eventi. Gli ingredienti per restare in vetta ci sono, vanno solo dosati nel modo giusto.


la ducati — La Ducati, dal suo canto si presenta a Termas de Rio Hondo con Dovizioso leader, condizione non più inedita per il forlivese, assurto saldamente a livelli da top rider, e la necessità di scoprire se la sua Desmosedici GP è in grado di deglutire anche tracciati in passato ostici. La chiave per una stagione da protagonisti, come e più dell’anno scorso, è tutta qui: conservare i punti di forza della moto del 2017 e limarne i difetti. Lo sprint vincente di Losail, con il fiato di Marquez sul collo e Rossi non lontano, è un bel biglietto da visita per Borgo Panigale: è la conferma che il 2017 non è stato episodico e che si può prendere come base per fare meglio. Il tracciato argentino, dove l’anno scorso Dovizioso fu falciato da Aleix Espargaro, dominò la Yamaha di Vinales e scoppiò il caos-gomme fra mescole e carcasse, è ora il banco di prova giusto per testare potenzialità e mire della coppia Dovi-Ducati. Lasciare il segno anche in Argentina sarebbe un graffio importante per i destini del mondiale.

quel 2007 che fa sognare — I precedenti possono aiutare la rincorsa mondiale, anche se aggrapparsi solo a loro senza intravedervi del realismo sarebbe futile. L’ultima volta, infatti, che Ducati e Ferrari vinsero entrambe il GP iniziale di stagione, a fine anno festeggiarono all’unisono con la maglia iridata, fra l’altro l’ultima indossata. Era il 2007: Casey Stoner si impose in Qatar con la Desmosedici davanti a Rossi (Yamaha) e Pedrosa (Honda) e dominò la stagione fino al trionfo di Borgo Panigale; Raikkonen si impose in Australia davanti alle McLaren di Alonso ed Hamilton ed ebbe la meglio nel palpitante fotofinish in Brasile. Corsi e ricorsi. Toccare ferro, prego.