Ferrari, bello partire così! Il trionfo ’17 pesava di più

Un anno dopo la stessa gioia, ma non la stessa storia. La Ferrari festeggia la vittoria nel GP inaugurale della stagione, mettendosi dietro anche stavolta la Mercedes di Lewis Hamilton, il rivale designato per centrare il titolo. Sono due successi però dal sapore molto diversi, per modalità e peso specifico ed è lo stesso Vettel a spiegarlo. Nel 2017 la rossa posticipò la sosta e fruì del tappo decisivo di Vestappen che rallentò Hamilton dopo la sua sosta agevolando la fuga di Vettel; questa volta c’è stato bisogno di un fattore esterno, la Virtual Safety Car uscita per lo stop della Haas ferma in pista a far ruotare la gara. Occasione presa al volo dal muretto del Cavallino che ha colto la palla (della vittoria) al balzo.

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pressione — “L’anno scorso siamo stati in grado di mettere pressione alla Mercedes e il nostro passo era migliore – dice Sebastian -. Eravamo più vicini a loro, mentre stavolta non avevamo abbastanza ritmo per prenderli anche se nell’ultimo stint il passo era decente. È stata una gara differente dal 2017 quando credo fossimo più veloci di loro mentre stavolta, a essere onesti, è Lewis a essere stato il più rapido. Ha fatto una grande pole e aveva un gran ritmo all’inizio, poi una volta che gli sono uscito davanti è stata tutta un’altra partita e anche i 3-4 decimi che aveva su di noi non gli bastavano più per passarmi”. Analisi onesta con la cruciale chiusa: “Per questo dico che non siamo ancora dove vorremmo perché vogliamo essere più veloci”. Sincero Seb lo è sempre stato e dalle sue parole si può leggere la situazione attuale della rossa. La Ferrari ha saputo cogliere un’occasione e ha raccolto una vittoria frutto più delle circostanze che non della prestazione: va infatti considerato che al momento del pit stop Hamilton aveva già 7”5 su Vettel, in 19 giri, e che all’ingresso della Virtual Safety Car controllava Raikkonen con un margine di 6”. Senza trascurare quella pole monstre che ha lasciato non pochi sospetti.


cambio di filosofia — Mentre l’anno scorso la scuderia di Maranello si presentò al via con la vettura più pronta all’adattamento alle nuove regole, quelle sulle gomme più larghe, e la Mercedes pagava lo scotto dello svezzamento della capricciosa ‘Diva’ W08, stavolta è la SF71H a dover rincorrere. La strada è sostanzialmente la stessa: a Maranello hanno modificato filosofia, allungando il passo, e creando una monoposto dal potenziale enorme, ma ancora da scoprire e trovare. Servirà del tempo, quello di cui ha necessitato pure la Mercedes l’anno scorso, per affinarla e metterla in grado di volare, ma Arrivabene&C sono convinti di potercela fare. Vettel è onesto e realista. Forse prudente, ma obiettivo: sono 25 punti pesanti che danno la spinta psicologica a lavorare con più entusiasmo e fiducia, e allo stesso tempo lasciano un po’ di inquietudine in casa Mercedes.

niente sconti alla mercedes — Wolff sa di avere una vettura al momento più performante, ma anche che non possono permettersi sbavature, di strategia o altro, perché la Ferrari non è disposta a fare sconti. Lo si è visto bene in gara quando, potendo giocare su un doppio tavolo strategico con le due monoposto, il muretto della rossa ha creato le premesse di un gioco di squadra a tenaglia. La marcatura di Hamilton su Raikkonen al primo pit ha di fatto ha messo Vettel in condizione di poter avere una chance in caso di un fuori programma: come nel Monopoli il cartellino è stato estratto e Seb era pronto a sfruttarlo. E vincere da sfavoriti, quando pareva doversi solo discutere del distacco da incassare al traguardo, è il miglior modo per la rossa di tenere il fiato sul collo degli avversari e cercare di raddrizzare, non solo il corso degli eventi, ma anche la ruota della pressione psicologica. Il cronometro per ora non dà conforto, ma la classifica sì. Si può partire da qui per costruire qualcosa di importante.

dal nostro inviato Massimo Brizzi 

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