Festa Roma, il derby è tuo! La Lazio crolla: finisce 3-1

Dzeko e Santon festeggiano Pellegrini. LaPresse

Dzeko e Santon festeggiano Pellegrini. LaPresse

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Ha segnato sotto la Sud, esultato sotto la Monte Mario e festeggiato sotto la Tevere, evitando solo la Nord, la curva che un tempo era sua. Aleksandar Kolarov ha chiuso così i conti con il suo passato biancoceleste, riconsegnando la vittoria alla Roma nel momento in cui sembrava poterle sfuggire di mano per il gol di Immobile. Ma la mossa decisiva per i giallorossi è stata un’altra, l’ingresso di Lorenzo Pellegrini per un Pastore ancora alle prese con i polpacci che danno fastidio. La mossa del destino, verrebbe da dire. Già, perché la partita monumentale è proprio quella del centrocampista giallorosso, romano e romanista, che apre le danze di tacco, si guadagna la punizione del 2-1 e calcia quella del 3-1 (Fazio di testa), oltre che prodursi in un paio di recuperi difensivi a dir poco decisivi. La Lazio, invece, ha pagato l’ingenuità difensiva di fine tempo ed un palleggio a centrocampo partito bene, ma poi calato con il tempo di qualità e intensità. Per i biancocelesti si arresta così la serie di cinque vittorie consecutive (Europa League compresa), con Inzaghi che proverà a ripartire di slancio già dalla prossima sfida, quella casalinga con la Fiorentina.

Equilibrio ed errori — Di Francesco lancia Florenzi davanti come trequartista di destra e mette dentro Santon, dopo la buona prova del terzino contro il Frosinone. Nella Lazio, invece, Inzaghi in difesa preferisce Caceres a Wallace e conferma il classico 3-5-1-1. Con un caldo mostruoso, i ritmi non possono essere incessanti e infatti la partenza è lenta. Di Francesco prova a pressare alto ma senza mai eccedere, perché la paura di scoprirsi e di lasciare campo alle ripartenze biancocelesti c’è. Luiz Felipe è subito decisivo in tackle su El Shaarawy, ma poi è proprio la Lazio a crescere nel fraseggio e nella ricerca della verticalità. Un paio di situazioni nell’area giallorossa mettono i brividi, compreso un tiro di Immobile che sembra destinato a far esultare la gente biancoceleste, se non ci fosse la schiena di Santon in una deviazione provvidenziale in angolo. Poi un errore di Kolarov (23′) regala palla a Marusic, ma Luis Alberto spreca da due passi dalla porta l’assist del montenegrino. Sul ribaltamento di fronte è Dzeko ad andar bene via tra due, ma Strakosha dice di no e si ripete (stavolta di piede) un minuto dopo su Pastore, ben pescato in verticale da Florenzi. Questo è l’unico vero acuto dell’argentino, che poi sarà costretto a lasciare il campo al 36′ per un problema muscolare al polpaccio sinistro (al suo posto Lorenzo Pellegrini, anche lui da trequartista centrale). La Roma nel frattempo è cresciuta sia a livello di manovra, sia di intensità e al 26′ una ripartenza velocissima porta Florenzi a tu per tu con Strakosha, ma è ancora Luiz Felipe a salvare con un recupero mostruoso da dietro che vale di fatto un gol. A seguire prima De Rossi e poi El Shaarawy non arrivano di un soffio alla deviazione decisiva quasi sulla linea di porta. Insomma, il gol giallorosso sembra davvero nell’area e arriva puntuale al 45′, al termine di un pasticcio totale della difesa biancoceleste: Dzeko anticipa Acerbi facendo la sponda di testa, Lui Felipe frana su El Shaarawy in area, Strakosha esce male, la palla arriva a Caceres che non riesce a rinviare e così Pellegrini di tacco insacca a porta vuota. Un patatrac pesantissimo per la squadra di Inzaghi, con Pellegrini che esulta polemicamente facendo il gesto delle orecchie ai tifosi.


La vendetta dell’ex — Nella ripresa, dopo appena 8′ di gioco, Simone Inzaghi decide di mettersi a specchio, anche lui 4-2-3-1, con gli inserimenti di Badelj e Correa per Parolo e Luis Alberto. A cercare di chiudere la partita è però la Roma, anche se i vari tentativi di Kolarov, Pellegrini e Dzeko non portano ai frutti sperati. Così arriva il pareggio della Lazio (22′) su un disastro assoluto di Fazio: controllo sbagliato (due volte) dell’argentino da ultimo uomo, Immobile gli ruba palla e con un diagonale trafigge Olsen sul palo opposto. Sembra l’inizio di un’altra partita ed invece al 26′ Badelj atterra Pellegrini dal limite, sulla punizione va Kolarov (il grande ex) che di sinistro trova l’angolo giusto. Il 2-1 è l’apoteosi del serbo, che festeggia fortissimo un gol che lo fa entrare di diritto nei cuori giallorossi. Poi Di Francesco decide di passare alla difesa a tre, per blindare la vittoria. Il lucchetto ce lo mette però Fazio, che di testa al 41′ insacca una punizione battuta perfettamente da Pellegrini, facendosi così perdonare l’errore sull’1-1. È finita, con la Roma che rifa pace con la sua gente e la Lazio ad interrogarsi sugli errori commessi.

 Andrea Pugliese 

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