Gattuso frena Caldara Deve studiare da Milan

Mattia Caldara, 24 anni. LaPresse

Mattia Caldara, 24 anni. LaPresse

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A scanso di equivoci, quando si parla di lui è sempre meglio partire dalle parole di Gattuso: “È una spanna sopra gli altri”. Il soggetto è Mattia Caldara e Rino, quando disse queste parole alla vigilia del Napoli, ovviamente non voleva sminuire i compagni. Ma esaltare Mattia a 360 gradi, scegliendo un’affermazione a effetto soprattutto per mitigare l’esclusione dall’undici titolare del giorno dopo. Sì perché con Caldara tutti si aspettavano di vederlo in coppia con Romagnoli fin da subito su quel tandem centrale destinato a fare spola a lungo fra Milanello e Coverciano. Il fatto è che dopo Napoli di partita ne è passata un’altra, domenica ce ne sarà un’altra ancora e a quanto pare non sono previste novità particolari. In altre parole: Mattia è destinato a partire come riserva anche a Cagliari. Parlare di caso, oltre a essere prematuro, sarebbe fuorviante, perché la stagione è appena all’alba e il Milan in particolare ne vivrà un’altra bella piena come quella della scorsa annata. Però di certo la sua assenza è qualcosa che spicca. Un punto interrogativo la cui ampiezza è proporzionale all’attesa estiva: molto grande. E che è aumentato ulteriormente dopo averlo visto titolare in Nazionale l’altra sera contro il Portogallo: perché in azzurro sì e nel Milan no?, si chiede la gente.

FIGURACCE — Gattuso per la verità non si è mai trincerato dietro misteri insondabili. Anzi, come d’abitudine è sempre stato piuttosto chiaro. Qualche settimana fa per esempio disse: “Viene da un calcio diverso dal nostro, ha metodi di lavoro diversi, lo sapevo che era abituato in un certo modo e non possiamo resettare ciò che ha avuto in testa in questi anni, ma ha grande mentalità e voglia, e non ci sarà nessun problema”. Qualche giorno fa invece è stato anche più netto, se mai qualcuno non avesse capito il messaggio: “Dobbiamo mettere i giocatori in condizione di esprimersi al meglio e di non fare figuracce”. Più chiaro di così. Occorrerà dunque attendere ancora un po’. A questo punto, non moltissimo. Possibile, probabile, che Mattia possa debuttare dal primo minuto in Lussemburgo. Un avvio teoricamente soft per iniziare a preparare tutto il resto: il Milan per tre settimane giocherà ogni tre giorni e quindi ci sarà tempo e modo per affinare l’intesa con Romagnoli e soprattutto per capire con sufficienti garanzie ciò che chiede Gattuso.


SCELTE — Paradossalmente il processo di inserimento al Milan è stato rallentato proprio dalla Nazionale. Rino infatti non ha potuto averlo con sé per diversi giorni e quindi l’apprendimento non ha potuto registrare passi avanti. È ragionevole pensare che se Caldara fosse rimasto a Milanello, a Cagliari avremmo visto lui dal primo minuto. È questa la chiave di lettura più corretta in questo caso: certamente di più rispetto alla corrente di pensiero che riduce tutto all’errore commesso col Portogallo. Quelli capitano, Gattuso lo sa bene e di certo non sarebbe qualcosa che influirebbe sulle scelte dell’allenatore: se Mattia fosse pronto, domenica giocherebbe. Lui peraltro sta vivendo questo inizio di avventura rossonera in totale tranquillità. Chi lo vede a Milanello lo descrive come un ragazzo estremamente sereno, che non vive la concorrenza con smania incontenibile (per capirci: approccio abbastanza diverso rispetto a Cutrone), e che utilizza razionalità e umiltà come approccio a questa prima fase. D’altra parte le differenze fra Gasperini e Gattuso in fase difensiva sono parecchie. Nel sistema di gioco, nella marcatura (che passa da quella pura a uomo alla zona mista) e nella linea da mantenere. Diciamo che i 90 minuti accanto a Romagnoli in Nazionale sono serviti per fare un po’ di rodaggio. Ora Gattuso dovrà lanciarli definitivamente.

 Marco Pasotto 

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