Gattuso, il Milan non ringhia E c’è sempre l’idea Conte

Per un pomeriggio Casa Milan si è trasferita a Milanello. Giacche, cravatte e ventiquattr’ore si sono mischiate a tute, magliette e palloni in un contesto molto particolare: il day after, le ore successive all’ennesima partita storta – la terza consecutiva in campionato – che hanno visto arrivare al centro sportivo gli stati generali rossoneri. Dirigenza praticamente al completo: il presidente Paolo Scaroni, Singer Jr., alcuni membri del Cda, il d.t. Leonardo e il direttore strategico Maldini. L’ambito si è rivelato meno drammatico di quello che si era portati a credere. O meglio, l’estrema delicatezza della situazione è evidente, ma il club non ha voluto alzare i toni, bensì recapitare un forte segnale di vicinanza a squadra e allenatore.

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TOCCA A NOIUn pomeriggio iniziato intorno alle 15 – e concluso alle 19 – con qualche parola detta alla squadra (non più di cinque minuti), invitata a proseguire il lavoro con intensità e fiducia; con un breve colloquio con Gattuso improntato sull’analisi del momento e non sul futuro dell’allenatore. Il calendario scorre e mette Gattuso di fronte alla settimana della verità: Sassuolo, Olympiacos e Chievo sono tre partite da non fallire, se Rino vorrà trascorrere in tranquillità la sosta che porterà al derby.


CONTE — Antonio Conte e il Milan: un feeling nato almeno quattro anni fa e che non scema mai. Ci aveva provato Galliani ed ora è in cima alla lista di Leonardo che sfoglia la margherita per Gattuso. Il salentino ora è tecnicamente libero, può accasarsi con chi meglio ritiene, ma è presto per dire che il suo futuro possa essere già scritto in tempi brevi. A novembre è previsto il giudizio di primo grado di fronte agli organi di giustizia calcistici inglesi. L’ormai ex manager del Chelsea è assistito da un legale dell’Asso-manager inglese che ne tutelerà i diritti nelle sedi competenti. Evidentemente l’ex c.t. azzurro ritiene fondamentale che il proprietario del Chelsea e i suoi collaboratori ritirino le accuse di aver procurato dei danni alla società. In secondo luogo il suo entourage ricorda quella clausola da 18 milioni di euro lordi, vale a dire quasi 10 milioni netti. È indispensabile sciogliere questo doppio nodo per uscire a testa alta da questa incresciosa vicenda.

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