Giappone, Vettel d’attacco “Può succedere di tutto”

Vettel firma autografi a Suzuka. Getty

Vettel firma autografi a Suzuka. Getty

‘); }

Sebastian Vettel e la Ferrari all’ultima chiamata. Dal lontano Giappone il Cavallino e il tedesco cercheranno di scalare i 50 punti che li dividono dalla Mercedes di Lewis Hamilton: alla fine del campionato mancano 5 gare e per l’aritmetica pure 5 vittorie potrebbero non bastare. Ma come ha detto Vettel in Russia, ora bisogna pensare gara per gara. E nella conferenza stampa di giovedì mattina a Suzuka, il 4 volte iridato ha ribadito il concetto.
lewis si diverte — “Se sono fiducioso di ridurre il distacco? Può succedere di tutto, qui siamo un po’ più favoriti e speriamo di fare meglio di Sochi. Cerchiamo di settare bene la macchina e avvicinarci alla Mercedes. La sfida con Lewis? È divertente lottare, lui si è divertito di più in Russia col sorpasso alla curva 4, è difficile stare sempre ruota a ruota, se si riesce è divertente. Lui si è divertito di più, non ho avuto la possibilità di stargli vicino. Non mi piace l’approccio “adesso o mai più”, ci sono 5 gare e dobbiamo cercare di arrivare primi, questa è la mia pista preferita e non penso ad altro, penso solo a fare del mio meglio”.

qualifica — La macchina a Sochi e Singapore ha sofferto rispetto agli anni scorsi, una sorpresa? “Abbiamo una macchina forte e robusta – ha detto Vettel – altri possono pensare di no, in qualifica non siamo stati davanti, in gara di più, in molte gare non siamo stati abbastanza vicini e non avevamo il ritmo che speravamo, ma in generale abbiamo sempre duellato, penso che anche qui sarà lo stesso, speriamo di fare bene in qualifica per giocarcela in gara. Le gare sono intense e le gomme spesso degradano, qui abbiamo più possibilità. Scelte tecniche sbagliate? Abbiamo fatto progressi e c’è da lavorare, si può sempre fare meglio. La pioggia? Qui non mi preoccupa”.


ordini di scuderia — Vettel poi svicola riguardo una domanda sul minore pragmatismo della Ferrari sugli ordini di scuderia rispetto alla Mercedes: “A Monza non eravamo nella stessa posizione di gara di Bottas e Hamilton, era una questione di team”.

 Gasport 

© riproduzione riservata