Gnahoré fa volare il Palermo Bari fermato dalla Pro Vercelli

Nel 30esimo turno del campionato cadetto il Palermo supera in casa il Frosinone che rischia domani di venire scavalcato in vetta alla classifica dall’Empoli. Il Bari si fa raggiungere in pieno recupero, mentre il Cittadella viene fermato a Cremona. Vittorie per Parma, Perugia e Venezia. Pareggiano Cesena-Carpi e Spezia-Ternana.

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PALERMO-FROSINONE 1-0Marcatori: Gnahoré (P) al 2′ st.


Il Palermo si prende i 3 punti nel big match di giornata e si porta al terzo posto in classifica a -3 proprio dal Frosinone. Dopo il palo di Nestorovski nel corso della prima frazione, ci pensa Gnahoré a decidere l’incontro su assist di Lagumina al secondo minuto della ripresa.

BARI-PRO VERCELLI 2-2 Marcatori: Ghiglione (P) al 39′ , Kozak (B) al 21′ st, Brienza (B) al 39′ st, Morra (P) al 47′ st.

Finisce come all’andata: 2-2. La Pro Vercelli ferma anche il Bari, con un guizzo di Morra durante il recupero. Settimo risultato utile per la truppa di Grassadonia. Il Bari, pur avendo ribaltato il risultato, non riesce a centrare il poker di vittorie consecutive. Il Bari fa la partita, la Pro Vercelli fa gol. Nel primo tempo il dominio dei padroni di casa è tanto indiscutibile quanto improduttivo. Ci prova Galano dopo 12’, ma spedisce a lato. Non punge Anderson sulla sinistra, ma è tutto il Bari a non dare l’opportuna velocità alla manovra. Tenta senza fortuna Basha dalla distanza al 16’, passano 3’ e Gozzi sfiora l’autogol su cross tagliato di Sabelli dalla destra. Non succede altro fino al gol di Ghiglione (il primo da professionista) al 39’: l’esterno della Pro fa tutto da solo, salta D’Elia e infila Micai con un sinistro velenoso. Nel secondo tempo, dopo una botta dalla distanza di Galano, la Pro Vercelli fallisce (al 15’) il raddoppio con Morra servito alla perfezione da Kanoute. In 2’ il Bari prima sfiora il pari con Galano (non arriva all’appuntamento su cross di Sabelli), poi al 21’ lo acciuffa con Kozak: tocco corto in mischia. Proteste della Pro per la posizione dubbia dello stesso Kozak (sostituito al 25’ da Floro Flores). Il Bari si fa coraggio e va vicino al raddoppio con Galano che, su assist di Henderson, tira sul portiere Pigliacelli. Grosso gioca anche la carta Brienza e l’esperto fantasista premia subito la scelta: al 38’ Brienza combina con Floro Flores, stoppa di petto in area e infila Pigliacelli. La Pro reagisce e al 43’ sfiora il pari con Morra (girata a lato). Lo stesso Morra pareggia in pieno recupero sfruttando una mischia concitata. (Franco Cirici)

CESENA-CARPI 0-0

Niente gol e pochissime emozioni al Manuzzi nel derby emiliano-romagnolo. Un tempo e un punto a testa per Cesena e Carpi, complessivamente poco pericolosi. Gli emiliani partono decisamente meglio e al 4’ Verna trova i guanti di Fulignati, poi ci prova Mbakogu in contropiede ma il tiro è alto. L’attaccante del Carpi si infortuna ed esce: Calabro sceglie Saric e proprio il neoentrato va a un passo dal vantaggio al 27’ ma Fulignati è strepitoso. Per il Cesena nulla da segnalare, se non un sinistro debolissimo di Dalmonte parato agevolmente da Colombi. Nella ripresa Castori si gioca la carta Laribi e, dopo quasi mezz’ora di noia, l’italo-tunisino spaventa due volte l’attento Colombi, che risponde sempre presente con due parate. E quando il portiere del Carpi sbaglia l’uscita, ci pensa Melchiorri a salvare su Jallow. (Luca Alberto Montanari)

CREMONESE-CITTADELLA 1-1Marcatori: J. Gomez (Cr) al 35′ su rig., Iori (Ci) al 7′ st.

La Cremonese senza Clayton, Paulinho, Procopio e Almici si presenta allo Zini contro il Cittadella terzo in classifica con voglia di ritrovare la via della vittoria. Primi minuti di grande intensità per i grigiorossi che si presentano davanti alla Porta dell’ex Alfonso in diverse occasioni. Al 10’ Gomez si procura anche un rigore, atterrato in area al termine di un’azione personale. Sul dischetto però va il rientrante Brighenti e sbaglia. Rigore parato e risultato invariato. La Cremonese però insiste e al ‘34 guadagna un altro rigore questa volta su Cinaglia. Dagli 11 metri tira Gomez ed è gol 1-0. Nella ripresa cresce il Cittadella a cui bastano 4 minuti per trovare il pareggio. Calcio d’angolo e Iori di testa batte Ujkani.1-1. Se il Cittadella cresce la Cremonese sembra un po’ spegnersi. Al 20’ però c’è un guizzo di Cavion entrato a sostituire Croce. Il suo destro al volo dal limite dell’area esce di un soffio. Passano solo 3 minuti quando è Scappini che con un potente destro da distanza ravvicinata costringe Alfonso a deviare in angolo. Poi la stanchezza si fa sentire, il ritmo cala. Finisce così. Con un pareggio che accontenta maggiormente il Cittadella. (Lucilla Granata)

PERUGIA-FOGGIA 2-0Marcatori: Cerri (P) 14′ st, Diamanti (P) al 28′ st su rig.

Il Perugia conquista la quarta vittoria di fila, battendo nettamente il Foggia davanti ai 10mila del Curi. La squadra di Roberto Breda dopo aver superato Palermo, Frosinone e Brescia continua quindi a risalire la classifica grazie allo stop ai pugliesi, che avevano sempre vinto nelle ultime quattro gare in trasferta. Si sono rivelate azzeccate le mosse dello stesso tecnico degli umbri, che ha tenuto in panchina l’acciaccato Del Prete, presentando al centro della difesa Dellafiore e confermando Bianco in regia, per poi inserire nell’ultima mezz’ora Diamanti, che ha dato un’ulteriore spinta alla squadra in una fase decisiva della gara. Prima occasione da rete per il Perugia sull’ispirazione di Mustacchio, che ha servito in verticale Di Carmine, sul quale è stato bravo Guarna a ribattere. La reazione dei pugliesi (sostenuti da oltre duemila calorosi tifosi) si è concretizzata nei tentativi di Gerbo, servito dall’ex Mazzeo, e successivamente con due conclusioni dell’altro ex Nicastro. Dopo una conclusione di Kragl deviata in angolo, è stato il Perugia a rendersi pericoloso con una punizione di Pajac, deviato in angolo dallo stesso Guarna. Prima del riposo ancora gli umbri in attacco con Cerri, il cui tiro ha sfiorato l’incrocio dei pali. La ripresa è stata ben più vivace rispetto alla prima parte di partita, con il Foggia subito pericoloso con una rovesciata di Mazzeo e successivamente con una conclusione dal limite dell’area di Agnelli deviata in tuffo da Leali. Su un’uscita errata dello stesso portiere del Perugia ne è scaturita un’altra occasione per il Foggia, con la palla che è stata poi toccata con una mano da Pajac, ma l’arbitro ha lasciato correre nonostante potessero esserci gli estremi per concedere il rigore e la conseguente espulsione. Dopo un colpo di testa di Mazzeo terminato di poco a lato, è stato però il Perugia a trovare il gol del vantaggio. Su una respinta della difesa su un tiro di Mazzeo, la palla è finita sui piedi di Di Carmine che se ne è andato al controllo di Zambelli e dal limite dell’area ha appoggiato all’accorrente Cerri (al decimo gol in campionato), il cui destro è stato deviato in rete dallo stesso Zambelli, spiazzando Guarna. Il Perugia ha poi chiuso i giochi con il primo gol in biancorosso di Diamanti, che ha trasformato un calcio di rigore concesso per un tocco della palla con un braccio di Tonucci su traversone dalla sinistra di Pajac. Sul doppio svantaggio la squadra di Giovanni Stroppa ha continuato ad attaccare, rendendosi pericolosa con le conclusioni di Floriano, Scaglia e Mazzeo, al quale si è opposto alla grande Leali. Il Foggia non perdeva in trasferta dallo scorso 9 dicembre, quando venne superato 1-0 dallo Spezia. (Antonello Menconi)

PESCARA-PARMA 1-4Marcatori: Calaiò (Pa) al 10′, Ceravolo (Pa) al 24′ st, Gagliolo (Pa) al 27′ st, Bunino (Pe) al 34′ st, Scavone (Pa) al 38′ st.

Il Parma in scioltezza all’Adriatico nella prima partita del dopo-Zeman. D’Aversa vince la sfida tra allenatori pescaresi con il debuttante Epifani con un rotondo 4-1. Nella giornata dei sentimenti, ci pensa l’ex Calaiò al 10’ a mettere in discesa il pomeriggio del Parma: Baraye serve il bomber palermitano, ex della partita, che beffa Fiorillo sul primo palo. C’è solo il Parma in campo, senza neanche forzare: Yamga si traveste da difensore e salva sul tentativo di Dezi al 20’. Passano pochi minuti e la punizione da destra di Dezi, con parabola sul secondo palo, porta molti uomini del Parma in area. Salta più alto di tutti Lucarelli, ma la traversa nega al capitano parmense il raddoppio. Unica risposta del Pescara nel primo tempo è l’uno-due Brugman-Pettinari, con il pallonetto dell’attaccante biancazzurro che scavalca Frattali e poi non trova la porta al 27’. Nel secondo tempo, il clichè con cambia. Insigne dopo un quarto d’ora potrebbe chiudere la partita, il suo sinistro a giro è troppo ampio e non trova lo specchio. Epifani passa al 4-2-4 inserendo Bunino per un impalpabile Falco. Risultati? Pochissimi. La differenza tra il Pescara e il Parma è evidenziata benissimo dalle sostituzioni: D’Aversa nel finale toglie Calaiò e mette Ceravolo: il primo pallone toccato dall’ex Benevento è il destro dello 0-2. Quando Fiorillo regala a Gagliolo la palla del tris, ribattendo in modo maldestro il tiro senza pretese di Ceravolo, la partita è già finita. Bunino salva la faccia degli abruzzesi, ma solo per pochi minuti, perché Scavone su assist di Dezi fissa sul poker la vittoria del Parma spingendo di testa nella porta vuota l’assist della mezzala abruzzese. (Orlando D’Angelo)

SPEZIA-TERNANA 1-1Marcatori: Finotto (T) al 28′, Forte (S) al 44′ .

Un finale molto nervoso per una gara decisa da due gol nel primo tempo. In vantaggio passano gli ospiti dopo uno studiato schema su punizione al 28’: con la difesa spezzina ferma, Finotto raccoglie l’assist di Tremolada dalla destra e fa centro. Passano 4 minuti e i ternani potrebbero raddoppiare: sul corner dalla destra di Tremolada, interviene di testa dall’altra parte Signorini che colpisce clamorosamente la base del palo, con palla poi sul fondo. Lo Spezia pareggia al 43’ con Pessina che pesca Marilungo a centro area, il quale cede in qualche modo a Forte, bravo e veloce a scaricare il suo sinistro in rete. Partono forte gli spezzini nella ripresa e dopo 50’’ Marilungo di esterno indirizza verso la porta la punizione di Mastinu, chiamando alla difficile deviazione Sala. Pareggia il conto dei pali Pessina, di testa al 19’, sul traversone di Lopez con palla che passa davanti alla riga e poi esce. Nel finale una punizione a due di Montalto (retropassaggio di Bolzoni a Di Gennaro) crea qualche apprensione alla difesa di casa, ma l’1-1 non si smuove. (Marco Magi)

VENEZIA-ASCOLI 1-0Marcatori: Geijo (V) al 2′ st su rig.

Quinta vittoria consecutiva al Penzo per il Venezia, che vola in classifica, affossando un Ascoli ordinato, voglioso, ma poco pungente e incapace di reagire dopo il rigore di Geijo. Ascoli senza timori reverenziali al Penzo, due linee molto strette con Ganz al fianco di Monachello, Venezia che non riesce ad alzare i ritmi, permettendo ai marchigiani di pressare sui portatori di palla, Stulac in primis, concedendo pochissimi spazi. Ci provano Mengoni e Buzzegoli senza esito, poi Martinho si immola ribattendo il tiro di Litteri (18’). Il primo tiro nello specchio della porta è di Monachello (24’), centrale, facile per Audero. L’unici lampo del Venezia è su calcio piazzato (28’): corner di Stulac, testa di Litteri, ma a lato. Gara senza ulteriori sussulti fino al fischio di chiusura del primo tempo. La gara cambia volto al’improvviso, a inizio ripresa, quando Martinho stende in area Falzerano: non è trascorso nemmeno un minuto, Geijo scaglia una saetta centrale sulla quale Agazzi non può farci nulla. Cosmi mescola le carte con Kanoute per Buzzegoli e Rosseti per Ganz, ma il Venezia non soffre, e riparte in contropiede. Al 25’ Garofalo sfodera un cross al bacio per Geijo, colpo di testa che Agazza devia sulla traversa. Sul capovolgimento di fronte Modolo anticipa, sarà l’unico brivido corso dagli arancioneroverdi. Al dieci minuti dalla fine Ascoli in dieci per l’espulsione di De Santis per somma di ammonizioni. Ampi spazi per il Venezia, che controlla e riparte, mentre l’Ascoli non si rende più pericoloso. Anche Cosmi si fa mandar fuori per proteste (43’), si viaggia verso la fine senza sussulti. (Michele Contessa)

 Gasport 

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