Il calcio si è bloccato Sotto la Serie A c’è il caos

Mauro Balta, presidente della Lega B. Lapresse

Mauro Balta, presidente della Lega B. Lapresse

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Oggi è il 9 agosto e soltanto la Serie A è pronta per cominciare la prossima stagione. Il resto no. La Serie B e la C sono al palo, così come la D, primo torneo dilettantistico, e la Primavera, il massimo campionato giovanile. Mai era successo che il problema fosse così esteso per numero di squadre e di categorie coinvolte e che si fosse protratto per così tanto tempo, fino a ridosso del Ferragosto. Colpisce che in Serie B siano saltate 3 società su 22, le stesse della C (su 60, più l’accorpamento Bassano-Vicenza). Piazze importanti, da Bari a Cesena, da Avellino a Reggio Emilia. I problemi sono ricaduti anche sulla Serie D e sulla Primavera. Che oggi – 9 agosto – sono in attesa, bloccate.

SERIE B, NO AL CAMPIONATO A 20 — La richiesta dell’assemblea di B di bloccare i ripescaggi e scendere a 20 squadre, nonostante gli appelli di Balata e le trattative di Lotito, resterà inascoltata. Moralmente la condividono in molti, anche al Coni. Ma le norme sono molto rigide e non consentono cambi di format in corsa. Forse la ricorderemo come una grande occasione persa. D’altronde, sarebbe stata la risposta più logica ai tre default di Bari, Cesena e Avellino – un triste inedito per il malessere del calcio italiano – che la Serie B ha dovuto registrare, privata in una sola estate di piazze storiche e popolari. E invece, anche il prossimo anno, sarà B a 22 squadre, ma è l’unica certezza. Balata non ha ancora il lotto delle partecipanti e non può ancora fissare calendari e data di partenza. Oggi, se non altro, avrà qualche garanzia in più sulla partecipazione (poco probabile) dell’Entella, che discute alla Corte d’appello la richiesta di retrocedere il Cesena (che quindi non sarebbe “escluso”, facendo salvare il club ligure) per le plusvalenze con il Chievo, e su quella (probabilissima) del Palermo, che avanza ai giudici di 2° grado la stessa richiesta per il Parma. Ma è ovvio che entrambe, qualora venissero respinte, si rivolgeranno al Collegio di Garanzia, dove anche Ternana e Pro Vercelli attendono di discutere il proprio ricorso contro la riammissione ai ripescaggi in B di Novara e Catania. Date ancora da fissare: il rischio di non avere un campionato di B prima di settembre è molto elevato.


Gabriele Gravina, presidente della Lega C. Bozzani Fabio

Gabriele Gravina, presidente della Lega C. Bozzani Fabio

SERIE C, CALENDARI IL 22 A ROMA — In principio fu il Mestre, che fece coming out, nonostante un mese prima avesse fatto i playoff. “È una Serie C insostenibile: diamo troppo e riceviamo poco. Noi ce ne andiamo”. Era un campanello d’allarme. L’organico incompleto, nonostante i ripescaggi e il varo delle seconde squadre, certifica un’amara verità: la Serie C fatica terribilmente a reggere questo format. Il momento è durissimo e il presidente Gravina ha deciso di cavalcarlo, prima tuonando contro le regole di ammissione, poi rinviando la presentazione dei calendari al 22 (Open Colonna a Roma), ora mettendo in discussione il regolare avvio dei campionati. Cinquantanove società iscritte che scenderanno a 56 quando saliranno in B le tre ripescate. Se le avance del Bari – che Gravina respinge pubblicamente, ma un po’ meno privatamente – e i ricorsi di Prato e Como – domani al Collegio di Garanzia – saranno respinti, la prossima Serie C sarà composta da due gironi da 18 e uno da 20. Con due ulteriori incognite, però. La prima legata al ricorso del Santarcangelo, sempre domani al Coni, che chiede la riscrittura della classifica 2017-18 e, di fatto, la riammissione in C. La seconda alla posizione della Juventus B, sub judice finché non si discuterà il ricorso della Lega B che chiede l’annullamento della delibera che ha istituito le seconde squadre.

Aurelio De Laurentiis, proprietario del Bari. Lapresse

Aurelio De Laurentiis, proprietario del Bari. Lapresse

SERIE D, ERA TUTTO OK — La Lega Nazionale Dilettanti aveva fatto le cose per bene e per tempo: unica a comunicare termini, criteri, graduatorie di ammissioni e ripescaggi. Gli ultimi di Cannara e Anzio il 3 agosto, dopo che Cavese e Imolese hanno riacciuffato la C. La Lnd aveva pure fissato le date per la composizione dei gironi in cui distribuire le 162 squadre (18 agosto) e il sorteggio dei calendari (21). Poi, è arrivato il ciclone Bari. Il primo contatto tra De Laurentiis e Sibilia ha prodotto scintille, oggetto di una telefonata vivace la richiesta di trattare individualmente i diritti tv (con Sky e Telenorba). Ora le mire di Adl si sono trasferite al piano superiore, per ottenere un posto in C. Trattativa difficile, Fabbricini ieri ha ricevuto il sindaco Decaro e gli ha chiesto di inviare richiesta formale anche a Lega Pro e Lnd, poi si valuterà. Nel frattempo, sulla Lnd è piovuta anche la tegola Avellino. Impossibile tenerlo fuori, ma i tempi sono stretti. Entro le 14 di oggi il sindaco Ciampi attende le manifestazioni di interesse per rilevare il titolo sportivo. Ottenuta l’affiliazione dalla Figc, domani deve essere perfezionata l’iscrizione in D. Tra le cordate interessate c’è la famiglia Preziosi. Il patron del Genoa ha già inviato in città il figlio Davide, che dovrebbe assumere la presidenza. Bari e Avellino saranno iscritte in sovrannumero, a meno che Prato e Como (già bocciati) domani non ottengano dal Collegio di garanzia il ripescaggio in C.

GIOVANILI, PRIMAVERA 1 FORSE A 17 — Ultimo anello di questa catena di imprevisti, perfino l’organizzazione dei campionati Primavera 1 e 2 deve attendere la comunicazione dei ripescaggi in B e l’esito dei ricorsi in Corte d’appello e al Coni prima di poter ufficializzare gli organici e i calendari. La Primavera 2 è un mondo ancora inesplorato: la Lega B, che organizza il torneo, sul proprio sito comunica che i dati sono “attualmente non disponibili” e le informazioni arriveranno solo “con l’inizio della stagione 2018-19”. Ma non c’è una data e non si avranno certezze di tutte le partecipanti almeno finché il Collegio di garanzia non metterà la parola fine al tortuoso iter dei ricorsi legati alla ripescabilità di Novara e Catania. Un esito che condiziona anche l’organizzazione della Primavera 1, cui al momento sono iscritte 16 squadre. Se il Novara – che come società di C può fare solo la Berretti – sarà ufficialmente ripescato in Serie B, in qualità di società vincitrice dell’ultima Primavera 2 (davanti all’Empoli, promosso con il Palermo) avrà diritto a iscrivere i suoi ragazzi nella Primavera dei big. Un doppio salto che allargherebbe a 17 il lotto delle partecipanti. Ma i tempi sono ancora incerti, motivo per cui anche qui c’è il rischio che l’inizio, previsto per il 1° settembre, slitti di un paio di settimane.

 Nicola Binda e Alessandro Catapano 

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