Il Can… Cannes dell’abolizione delle anticipate stampa al festival

Tra i tanti provvedimenti presi dal direttore Thierry Fremaux per ridare ordine e prestigio al festival di Cannes, oltre ad escludere i film Netflix dal concorso e a proibire tassativamente i selfie sul red carpet, ce n’è anche uno che riguarda direttamente i critici che seguono il festival e che sta facendo molto discutere.

Stiamo parlando delle tradizionali proiezioni anticipate per la stampa, che si svolgono la mattina presto del giorno in cui, la sera, ci sarà la proiezione di Gala con la famosa Montée de marches.

Non si sa ancora se le proiezioni per la stampa saranno contemporanee o addirittura il giorno successivo alla presentazione ufficiale. Il “problema”, ancora una volta, è internet. Quando ancora non esisteva, o era ancora agli inizi, i giornali cartacei dovevano per forza vedere il film prima, perché il pezzo uscisse il giorno dopo. Adesso è tutto immediato, e i social sono una parte del problema perché a scrivere che un film tanto atteso fa schifo sono capaci tutti e il risultato è che le produzioni cominciano a ritenere che non sia più tanto conveniente portare i film ai festival, per timore di restarne danneggiati.

Non sappiamo quale potrebbe essere la soluzione, ma la decisione di Fremaux significa solo che il pubblico avrà prima il glamour e poi l’approfondimento e i critici si sentono, giustamente, danneggiati. A tale proposito vi riportiamo il comunicato ufficiale del Sincacato Critici Cinematografici Italiani, a firma del presidente SNCCI Franco Montini, che vi spiega un po’ meglio cosa significa questa novità per chi al festival di Cannes ci va per lavorare e per offrire un servizio al suo pubblico.

ll Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI manifesta viva preoccupazione per la nuova organizzazione delle proiezioni stampa al Festival di Cannes 2018 e si unisce alle perplessità espresse dalla Fipresci e dai colleghi francesi del Syndicat Français de la Critique de Cinéma.

A quanto abbiamo appreso dagli organi di stampa, le anticipate rivolte esclusivamente a giornalisti e critici accreditati saranno sostituite quest’anno, per la prima volta, da proiezioni in contemporanea o addirittura spostate al mattino successivo. Nell’attuale sistema dell’informazione caratterizzato da esigenze di tempestività e rapidità, questa misura rischia di penalizzare proprio i critici cinematografici, cioè coloro che hanno più degli altri bisogno di riflettere sull’oggetto della loro scrittura e approfondire il proprio punto di vista con ponderazione e competenza.

Comprendiamo naturalmente l’esigenza del Festival di tutelare le anteprime mondiali e le delegazioni dei film, mettendole al riparo da giudizi frettolosi e considerazioni intempestive, magari negative, espressi sui social network, prima ancora della soirée di gala, ma riteniamo che a questo si possa ovviare con una clausola di riservatezza e un embargo preventivo a cui i critici cinematografici italiani, come associazione di categoria, sarebbero ben lieti di aderire.Peraltro, lo stesso sistema degli accrediti, con l’organizzazione piramidale dei badge, sta penalizzando da qualche anno, anche con l’esplosione esponenziale del numero degli accreditati, la possibilità per molti critici di testate “minori” o comunque non “privilegiate” di poter scrivere sui film, restando purtroppo fuori dalla sala pur dopo una lunga e paziente attesa. Questo può talvolta rendere la partecipazione al Festival più importante del mondo frustrante e addirittura penalizzante. E la misura appena varata sembra, almeno sulla carta, aggravare questa situazione.