Il Chievo si raduna a Verona “Sudore e fatica per la A”

Esultanza di gruppo a un gol del Chievo. Ansa

Esultanza di gruppo a un gol del Chievo. Ansa

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La sala conferenze del Centro Atlante strapiena. Il solito entusiasmo. Il solito obiettivo. Tre facce in meno, perché Dainelli, Gamberini e Gobbi ora sono il passato del Chievo e a tutto l’ambiente, che continua a essere una famiglia allargata, la loro uscita fa scendere qualche lacrima. Il primo a ringraziarli è il presidente Luca Campedelli: “Per tutto quello che ci hanno dato. Ma dobbiamo rigenerarci e ricreare un gruppo, perché il gruppo è da sempre la nostra forza”. L’ultimo a ricordarli è il portiere Stefano Sorrentino che corre verso i 40 e, dopo aver ascoltato, felice anche la corte del Napoli, sentenzia: “Questa è casa mia, chiuderò qui”. Prima però saluta i vecchi amici con i quali ha condiviso una parte di vacanza: “Ci sono tre uomini in meno nello spogliatoio, vanno via innanzitutto tre amici, sono molto dispiaciuto”.

tutti a pejo — Ma il Chievo che si è salvato patendo un po’ troppo nel finale dello scorso campionato da domani riparte. Con la prima parte di lavoro a Pejo, dove precede quel Cagliari col quale continua a discutere di mercato (Ionita deve decidere se accettare il trasferimento a Verona, Andreolli piace sempre, Castro è volato verso la Sardegna dal suo amato Maran, ex tecnico gialloblù). “Servono due centrocampisti e un difensore, un terzino sinistro”, spiega Lorenzo D’Anna, uno che è qui dentro da 24 anni e che sarà ancora l’allenatore della prima squadra: “Sudore e fatica per tenere la Serie A, la reggo,a base di D’Anna. “Vogliamo aprire un ciclo e andare avanti a lungo con lui”, dice il presidente, elegantissimo per il raduno ufficiale. “Vorrei salvarmi ad aprile, questo è quel che chiedo. Da domani si lavorerà in Trentino due volte al giorno, poi ci sarà il tradizionale ritiro a San Zeno di Montagna”.


squadra — Con D’Anna ci saranno 30 giocatori. Non mancherà Sergio Pellissier che, come Sorrentino, chiuderà qui. Ma l’attacco sarà soprattutto sulle spalle di Filip Djordjevic, il centravanti serbo arrivato grazie a un lungo corteggiamento del direttore sportivo Giancarlo Romairone. “Mi ha convinto lui, poi il resto l’ha fatto il mio amico Tomovic che conosco da quando ero ragazzino”, racconta raggiante l’attaccante che è stato un anno a guardare gli altri alla Lazio perché messo fuori rosa da Lotito. A ispirarlo penserà il riscattato Giaccherini.

programma — La squadra si presenterà in piazza domani sera. Ma soprattutto lavorerà duro, sempre col pallone. L’11 la prima amichevole contro una selezione della Val di Pejo, il 14 la seconda col Top 22 veronese, il 22 a San Zeno la classica sfida con la Virtus Verona, neopromossa in Serie C. Quindi le partite più importanti: il 25 a Rovereto col Cittadella, il 29 a Trento col Napoli, il 4 agosto in Austria con l’Hoffenheim.

Dal nostro inviato Francesco Velluzzi 

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