Il Salisburgo alla Lazio “Vogliamo farvi male”

Otto squadre, otto paesi diversi. Più che i quarti di finale di Europa League sembra uno scontro fra nazioni, fra filosofie di calcio. Oltre a Lazio, Atletico Madrid, Arsenal, Marsiglia e Lipsia ci sono però tre squadre che non giocano nei maggiori 5 campionati d’Europa. Ma occhio a considerarle cenerentole: lo Sporting Lisbona (Portogallo) ha messo in difficoltà la Juve nel girone di Champions, il Cska Mosca (Russia) ha eliminato il Lione e il Salisburgo (Austria) ha buttato fuori Real Sociedad e Borussia Dortmund. Per questo la Lazio, che giovedì dovrà affrontare proprio gli austriaci, deve stare attenta. Loro sono affamati, e hanno voglia di sorprendere ancora. O meglio: hanno voglia di imporsi, perché, non sentendosi inferiori, non si considerano una sorpresa.

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ambizioni — In Austria sono convinti che il Salisburgo possa battere la Lazio. Il canale pubblico nazionale ORF, nel giorno del sorteggio, ha definito l’impegno fattibile. Sabato, dopo la vittoria contro il Wolfsberger in campionato, il tecnico del Salisburgo Marco Rose ha lanciato la sfida ai biancocelesti: “Immobile, Milinkovic e altri 5-6 sono giocatori molto forti, alzano la qualità – ha detto –. Ma abbiamo analizzato bene la Lazio, sappiamo che ha punti deboli. Tatticamente è una squadra molto disciplinata, è molto italiana ecco. Saranno partite diverse rispetto a quelle con Real Sociedad e Dortmund, ma vogliamo confrontarci su questi livelli e vogliamo far loro male”. A spaventare sono proprio le conoscenze tattiche di Rose che l’anno scorso, proprio alla guida del Salisburgo, ha vinto la Youth League (eliminando, fra le altre, Manchester City, Atletico Madrid, Psg, Barcellona e Benfica). Di più: delle 23 partite affrontare in carriera in campo internazionale (Youth League compresa) Rose non ne ha persa nemmeno una.


forza — Il Salisburgo però non va sottovalutato nemmeno per quel che riguarda le qualità tecniche dei giocatori: in campionato ha 8 punti di vantaggio sullo Sturm Graz secondo ed è a un passo dal quinto titolo nazionale di fila (batterebbe il record dell’Austria Vienna che dal 1978 al 1981 ne vinse 4). “Non penso sia corretto che sui giornali si sia scritto di quanto il Dortmund contro di noi abbia giocato male – ha ribadito il direttore sportivo austriaco Christoph Freund –. Chi ha visto la partita sa che abbiamo meritato di vincere e di battere un avversario che in Germania non perdeva da molte settimane. Non so perché non si ammetta che in Austria si sta lavorando molto bene. Nel girone abbiamo battuto il Marsiglia e poi abbiamo eliminato la Real Sociedad. Non sono squadre scarse”. Il Salisburgo, proprio come il Lipsia in Germania, viene molto criticato per i rapporti che ha con la Red Bull (in Austria risulta essere solo sponsor principale), ma Freund è convinto che siano i risultati ottenuti dal club a creare un sentimento d’astio: “Ci criticano perché c’è molta invidia per i mezzi economici a nostra disposizione. In fin dei conti però una squadra professionistica è un’impresa commerciale, e quindi di fatto è capitalismo sportivo”. Insomma: tre delle otto squadre ai quarti di finale di Europa League non giocano nei maggiori cinque campionati d’Europa. Ma occhio a considerarle cenerentole.

 Elmar Bergonzini 

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