Il Tuttofare: Castellitto, Poggi, Ricci, Alonso e il regista Attanasio raccontano la loro brillante commedia

Un affermato avvocato, istrionico in tribunale quanto nella vita, prende sotto la sua ala protettrice un giovane apprendista per insegnarli il mestiere, ma soprattutto per essere Il tuttofare. Sergio Castellitto e Guglielmo Poggi danno vita a questa brillante strana coppia di opposti nell’opera prima di Valerio Attanasio, anche sceneggiatore, insieme a due coprotagoniste d’eccezione, Elena Sofia Ricci e Clara Alonso. La commedia esce nei cinema il 19 aprile distribuita da Vision.

“Un attore bravo è un attore che non giudica il suo personaggio, ma lo difende, lo protegge, come fanno gli avvocati con i loro clienti”, racconta Sergio Castellitto durante l’incontro con la stampa. “ Io ho fatto i santi, ho fatto i gaglioffi, ho fatto di tutto. In questo film, il mio è stato anche un omaggio agli attori che mi hanno insegnato il mestiere, Gassman, Tognazzi, Sordi, Mastroianni. Erano attori che scrivevano, che creavano con le loro interpretazioni. La recitazione è una forma di narrazione, infatti io non dico che recito, io racconto”.

Il tuttofare descrive anche un graffiante scenario in cui i giovani precari sono costantemente sotto ricatto. Valerio Attanasio che ha scritto e diretto il film, dice che “ho raccontato quello che vedo, sono cose che ho vissuto in prima persona o che ho sentito raccontare da amici”. “La proposta fatta al giovane avvocato nel film è stata fatta a una persona che conosco, alla quale è stato chiesto di sposare una ragazza senza cittadinanza per avere in cambio l’intestazione di un negozio. E per come stiamo messi al giorno d’oggi, ci sta che qualcuno dica sì”. Guglielmo Poggi si sente un’eccezione: “Io ho solo avuto fortuna, non posso dire altro. Anche quando mi si sono chiuse porte, si sono aperti portoni. Non c’è persona su questo set che non abbia avuto nei miei confronti un abbraccio affettuoso”.

Parlando poi del suo personaggio, Poggi spiega che lui “non ha amici, non ha relazioni, lui ha il lavoro che è un lavoro teorico e pratico, non fa altro. Il potere che Sergio esercita su di lui nel film è seduttivo, perché si comporta comunque affettuosamente, ma a modo ovviamente”. Clara Alonso ringrazia il regista per l’opportunità e perché “mi sono divertita molto, poi confesso che avevo un po’ di paura di lavorare accanto a Sergio perché lo rispetto moltissimo. Sono felice di fare questo cast meraviglioso”.

Elena Sofia Ricci interpreta la moglie di Castellitto, una donna che tiene le fila di tutto o quasi. “Fare la iena mi ha divertito tantissimo, mi fa piacere quando mi chiamano i giovani perché io mi sento una ventenne in questa fase della mia vita. Conosco Sergio da anni, ma non avevamo mai lavorato insieme sul set come attori. È stato divertentissimo, perché sembrava non avessimo mai fatto altro nella vita. È bello incarnare una donna diversa da portare in scena”. Rispetto al tema sociale, secondo Elena Sofia non basta il talento, “devi imparare a surfare in questo mondo, si sviluppano altre attitudini che non sono quelle del compromesso, ma del sapersi muovere”.

Castellitto prosegue sul mestiere dell’attore chiarendo che “non sono mai spontaneo, l’attore non è mai vero, c’è sempre un lavoro di costruzione. In questo caso il merito è di Valerio che ha scritto una gabbia ben costruita”. La spontaneità appartiene al mondo reale e quando è buona viene inglobata, come quella volta che per L’uomo delle stelleCastellitto rubò una battuta detta da un macchinista: “Imparateve l’educazione, a fiji de na mignotta”. La Ricci si accoda all’aneddoto raccontandone uno simile a sua volta: “Torino, 1992. Estate torrida, il film si girava solo di giorno, eravamo bagnati marci. Valerio, un capo-elettricista detto Oxford, si sventolava. A un certo punto disse: Aò regà, fa così cardo che me stanno a sudà pure le camice a casa dentro al cassetto”.