Khedira torna su quel rigore “L’arbitro non era sicuro”

Sami Khedira sfida Toni Kroos durante Real-Juve. LaPresse

Sami Khedira sfida Toni Kroos durante Real-Juve. LaPresse

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Sami Khedira prova ad andare avanti. Non è facile, ma bisogna riuscirci, the show must go on. Dalla mente non possono andar via le immagini di quell’ultimo maledetto minuto di recupero al Bernabeu: dal Paradiso (dei supplementari) all’inferno dell’eliminazione beffa per un rigore dubbio che ha cambiato e stravolto il destino della stagione della Juve: “Anche a mente fredda è dura, abbiamo fatto una prestazione incredibile che nessuno si aspettava, abbiamo mostrato di essere una delle migliori squadre d’Europa. Ma così va il calcio, accettiamo il verdetto, facciamo i complimenti agli avversari e test allo scudetto e alla Coppa Italia. Se cerchiamo scuse o ci lamentiamo non ci sarà d’aiuto”.

il terzo giorno… — Giusto così, ma quel rigore proprio non va giù: “In una partita così importante e all’ultimo minuto l’arbitro deve essere sicuro al 101% che sia fallo per concederlo. Dal campo non ero sicuro che fosse fallo, l’avrò rivisto una ventina di volte e mi sono concentrato sull’arbitro: non era sicuro, ha tentennato due-tre secondi prima di fischiare. Per questo Buffon, Chiellini e gli altri hanno reagito così ma è normale se vivi il calcio con passione: se non fosse così, sarebbe meglio ritirarsi”. La Juve però ha altri due grandi obiettivi da raggiungere in una stagione che può tornare ben presto positiva: “E’ in momenti difficili come questo che devi dimostrare di essere una grande squadra, sarà importante il fattore mentale. I primi due giorni soffri, dal terzo devi essere pronto ad andare oltre. Nessuno ha mai vinto sette scudetti o quattro coppe Italia di fila, proviamoci. Il Napoli? E’ forte e non si arrende mai: hanno un grande carattere e grandi giocatori”.


 gasport 

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