Kimi: “Voglio solo guidare Che orgoglio i miei anni qui”

Kimi Raikkonen. Afp

Kimi Raikkonen. Afp

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Una vittoria e altri dieci podi, “appena” 48 punti di divario da Sebastian Vettel che la Ferrari ha eletto sin dal suo ingaggio nel 2015 come pilota di punta. A 39 anni suonati, il 2018 si è rivelata la miglior stagione di Kimi Raikkonen da quando cinque anni fa accettò di tornare a Maranello, dove era stato allontanato per far posto ad Alonso. E allora perché non confermarlo? Perché la Ferrari ha esercitato il diritto/dovere di pensare al futuro che non può essere certo rappresentato da un pilota classe 1979. E gli ha (giustamente) preferito Charles Leclerc, di 10 anni più giovane di Vettel. Ma la Ferrari ha avuto per Kimi, al quale in questi anni ha chiesto sacrifici (ricordate Monaco 2017?), un occhio di riguardo, favorendo l’accordo con la Sauber, che di Maranello è di fatto un team satellite. Sarà per la vittoria negli Usa, la prima dopo 5 anni, sarà perché Raikkonen è fatto così, ma lo incontriamo nel paddock di Interlagos, di buon umore, sorridente, a tratti vivace, per parlare di passato, presente e futuro, di corse e anche un po’ del Kimi privato. Raikkonen si racconta in tutta la sua totalità: dal successo in Texas, fino all’episodio in cui si presentò scalzo in un asilo, passando dal suo rapporto con la moglie fino ad arrivare all’esperienza in Ferrari e al futuro in Sauber.

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Dal nostro inviato Andrea Cremonesi 

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