La Juve e il futuro di Allegri Si riapre il tormentone…


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La partita persa contro il Real Madrid non poteva che lasciare strascichi importanti. E ora, anche se restano uno scudetto e una Coppa Italia da vincere, la pressoché certa uscita ai quarti di Champions ripropone il tema Massimiliano Allegri. Sarà ancora lui l’allenatore della Juve 2018/19? O presto partirà la caccia al sostituto, con Carlo Ancelotti primo indiziato?

LO SCENARIO — Ad accendere la miccia sono stati, come accade spesso nel 2018, i social. Col passare delle ore ha preso consistenza la voce secondo cui Allegri avrebbe detto alla squadra che a fine anno chiuderà la sua avventura alla Juventus. Voce priva di fondamento e smentita da più campane abituate a suonare nel chiuso dello spogliatoio di Vinovo. Tutto a posto allora? Non esattamente. Allegri, che ha vinto tre scudetti e tre Coppe Italia consecutive regalando alla Juve due finali di Champions in tre anni, è convinto che questa Juventus abbia raggiunto il massimo con questo organico e che un ciclo così ricco di trionfi si avvii a una fisiologica conclusione. E potrebbe quindi accettare la corte di uno dei top club europei da tempo sulle sue tracce.


LA SVOLTA — Anche con questa premesse, l’addio al momento non è così scontato. Ma non è affatto azzardato ipotizzare che per rispettare il suo contratto, rinnovato fino al 2020 nella scorsa estate, Allegri possa ragionare con la dirigenza di alcune mosse da adottare sul mercato in chiave svecchiamento dell’organico, che con 29,44 anni di media in serie A è il secondo meno giovane della serie A, alle spalle del Chievo. Del resto fu lo stesso Beppe Marotta, mesi fa, a dire che “il nostro organico, in alcuni settori, obbliga ad affrontare questioni anagrafiche. Stiamo lavorando in questo senso”. La difesa è certamente un reparto da ringiovanire, e in questo senso il rinnovo per un anno di Barzagli non sarebbe la mossa più indicata. E la riflessione potrebbe essere più ampia e coinvolgere anche alcune delle stelle della squadra, non quelle più giovani e futuribili. Un rinnovamento che in questo caso sarebbe più profondo e che richiederebbe investimenti importanti. Per tornare ancora con più armi all’assalto della Champions.

 Jacopo Gerna 

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