L’Archivio Luce apre il suo patrimonio al mondo col nuovo portale web

L’Archivio Storico dell’Istituto Luce, ancora più di Cinecittà, racconta la nostra storia: chi siamo stati, chi siamo e chi saremo. E’ una specie di macchina del tempo al cui interno è possibile rivivere i momenti drammatici, ma anche allegri e divertenti della nostra politica, del nostro costume, del nostro cinema e della nostra cultura. Troppo a lungo associato all’immagine dei cinegiornali propagandistici dell’epoca del Ventennio fascista, è in realtà un vero e proprio scrigno ricolmo di gioielli che adesso, grazie alla digitalizzazione dei km di pellicola che contiene e ad oltre 400.000 fotografie, si arricchisce di nuovi preziosi contenuti ed è, già da oggi, disponibile a tutti gratuitamente e visibile con qualsiasi dispositivo all’indirizzo www.archivioluce.com.

A tutti vuol dire: non solo agli addetti ai lavori, documentaristi, crtici e scrittori, ma anche a studenti, semplici curiosi e appassionati che da stamani, con un semplice clic, possono entrare in un mondo meraviglioso, vedere filmati, sentire parlare attori famosi, osservare i registi all’opera sul set come non li si è mai visti, incontrare personaggi storici grazie alle cronache dell’epoca: un contributo culturale importantissimo in un periodo in cui i social e il web in genere sembrano aver perso il contatto con la conservazione della memoria e si dedicano per lo più a presente sempre più effimero

La nuova veste del portale con tutte le novità, non solo estetiche (a partire dall’aquila del logo, resa meno severa da un cerchio, simbolo di apertura) è stata presentata nella sala del bellissimo Teatro dei Dioscuri, dove in questi giorni è tra l’altro visitabile gratuitamente, con gran successo di pubblico, la mostra La Dolce Vitti, dedicata a una delle icone del nostro cinema. A parlarne sono stati il Presidente di Istituto Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, Enrico Bufalini, Direttore della distribuzione cinematografica, della produzione documentaristica e della gestione (conservazione e valorizzazione) dell’archivio storico di Istituto Luce – Cinecittà, l’entusiasta ufficio stampa  dell’Istituto Luce-Cinecittà Marlon Pellegrini e soprattutto, con sguardo di appassionato cinefilo, il documentarista premio David di Donatello Roland Sejko, direttore responsabile della redazione dell’Archivio.

In breve le principali aggiunte, grazie a importantissime donazioni:

l’Archivio ha acquisito il Fondo Folco Quilici, con l’opera del grande documentarista recentemente scomparso, in parte ancora in catalogazione, con 1475 filmati (oltre 4000 ore, dal 1950 al 2010), che emozioneranno sicuramente gli utenti, così come ha fatto la clip di presentazione della sezione stamattina.

Se prima poi i contributi filmati e fotografici arrivavano fino agli anni Sessanta del secolo scorso, grazie al Fondo cinematografico Mario Canale vengono coperti pure gli anni dal 1980 al 2000 con 3482 filmati che comprendono 500 backstage e 2000 interviste realizzate coi più famosi attori italiani e mondiali. Si tratta di un archivio che presenta il girato integrale di questi servizi.

C’è poi il Fondo Mario Gianni, autore di film a carattere etno-antropologico, con film realizzati dal 1989 al 2000, dedicati ai Popoli che scompaiono. Prossimamente si aggiungeranno i Fondi della UIL e quello del regista Silvano Agosti, mentre tra le 431.882 fotografie archiviate si sono aggiunte le 60.000 immagini del Fondo Pino Settanni e le 100.000 dell’Archivio di Caio Mario Garubba.

Presenti, tra i filmati, anche quelli della Cineteca del Friuli, che ci portano fino al 1895, agli inizi del cinema. Ma per scoprire tutte le novità del sito, di facile accessibilità, la cosa migliore è andare a farci direttamente un giro, invitando anche i più giovani a farlo, sicuri che si appassioneranno a quello che troveranno.

(foto Archivio Storico Istituto Luce Cinecittà)