Lauda, il campione che non lasciava niente al caso

“Non avete idea di quante volte mi sia arrovellato il cervello per capire che cosa avesse Lauda più di me in prova perché poi il nostro passo gara si equivaleva…Una risposta al mio quesito l’ho avuta solo qualche anno dopo, parlando coi tecnici della Goodyear. Nel 1975 le gomme erano tutte prodotte a mano: mi ricordo il comportamento della monoposto cambiava molto da un set all’altro e non riuscivo a capire perché. Beh adesso è facile da spiegare: essendo fatte a mano le coperture non erano mai uguali una all’altra, avevano circonferenze diverse di alcuni centimetri. Niki l’aveva capito e si era informato ad Akron su chi fosse l’operaio specializzato più capace nella produzione delle coperture di F1. Ogni operaio marchiava le gomme con una sua sigla, per cui erano riconoscibili. Lauda aveva avuto l’intuizione che per partire in pole era necessario mettere insieme il miglior treno di pneumatici possibile e se lo faceva mettere da parte. Geniale! Io mi limitavo a cercare di andare più forte possibile in pista, lui invece aveva una visione molto più ampia di che cosa volesse dire vincere un gran premio”.

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La copertina del libro di Paolo MarcacciLa copertina del libro di Paolo Marcacci

La copertina del libro di Paolo Marcacci

La copertina del libro di Paolo Marcacci

agile — L’aneddoto è raccontato da Clay Regazzoni, scomparso 12 anni fa, che è stato compagno di squadra del tre volte campione del mondo di F.1 prima in BRM (1973) e poi in Ferrari (1974-76) e fotografa esattamente la forza dell’austriaco: quelo di non lasciare nulla al caso. Tutto ciò è contenuto in “Lauda l’uomo, la macchina” ed. Kenness (14,95 euro), agile volume scritto da Paolo Marcacci, giornalista romano, classe 1972 che ha già pubblicato “Totti, il capitano infinito”; “Johann Cruiff, il genio totale (2016): “Villeneuve. Il cuore e l’asfalto”; “George Best, un nome, un destino”, che esce adesso in libreria mentre Laura è tornato al centro delle cronache, suo malgrado, per un traumatico trapianto di un polmone.


cavalcata — Un’intrigante cavalcata nella storia del Lauda pilota dagli esordi sino alla conquista dell’ultimo GP in Portogallo nel 1985. Lo scrittore con un lavoro raffinato racconta, ad esempio, lo scetticismo con cui l’esplosione di Niki venne accolta nel 1974, riportando il commento di Frank Williams: “La Ferrari è una squadra perfetta, ma Lauda non è un grande campione”. Ken Tyrrell: “La Ferrari è superba. Lauda? La storia della F1 è ancora fatta da Fangio, Moss, Clark e Stewart”. Ancora pochi anni e avrebbero cambiato idea.

 Andrea Cremonesi 

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