Leo: “6 anni con Galliani La mia vera università”

Leonardo assieme ad Adriano Galliani. Lapresse

Leonardo assieme ad Adriano Galliani. Lapresse

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Ormai da oltre due mesi Leonardo è il direttore dell’area tecnica del Milan. Al momento del ritiro del Premio Liedholm, a Fubine in provincia di Alessandria, ha fatto il punto sulla sua ennesima vita in rossonero: “È stata una scelta dettata dalle emozioni, un po’ come ho fatto in passato perché nella mia vita è sempre stato difficile programmare qualcosa. Quella di aver ricoperto diversi ruoli rappresenta una ricchezza per capire i limiti di ciascuno nel mondo del calcio: giocatori e allenatori vincono le partite, i dirigenti i campionati. La società deve essere equilibrata, guardare a lungo termine con la forza delle proprie idee. Ho fatto sei anni da assistente di Adriano Galliani: è questa la mia vera università, quel Milan era una macchina perfetta di organizzazione e valori”.

IL NUOVO ARRIVO — Nelle ultime ore si è parlato tanto dell’arrivo a gennaio di Lucas Paquetá al Milan, ma Leonardo si è trincerato dietro il silenzio: “Non ho nulla da dire”. Poi un accenno sui giovani rossoneri: “Il Milan ora ha una rosa fatta di tanti giocatori del settore giovanile, ma i ragazzi oggi sono troppo sotto pressione. Non è facile trovare in loro un senso di appartenenza al club e se questo manca vuol dire che stiamo sbagliando tutto”. Infine una battuta sul premio Liedholm, finito ancora una volta a un rossonero come accaduto in passato con Ancelotti, Paolo Maldini e Donadoni: “Io sono sempre stato un bravo ragazzo, ma forse è stato un limite a un certo punto. Adesso riesco a far uscire chi sono davvero. Liedholm invece ha lasciato un segno indelebile, anche con la sua ironia, che invece a me manca completamente”.


 Gasport 

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