Libere3, siluro Vettel Le Mercedes inseguono

Il cuore rosso esposto sulle tribune ha cominciato già a sventolare: la giornata della pole si apre nel segno di Sebastian Vettel e della Ferrari. Il tedesco ferma il cronometro a 1’07”942, facendo così segnare il record del tracciato, ma la buona notizia è che Lewis Hamilton non riesce a infrangere il muro dell’1’08”, restando a oltre due decimi che su una pista di poco di 4 chilometri come questa è da considerarsi già un bel divario. Per di più, il fresco 5 volte campione del mondo ha perso oltre mezz’ora di prove per un tubo di sfiato dell’impianto di lubrificazione che era stato fissato male ma anche nel finale di sessione la Mercedes numero 44 ha emesso qualche preoccupante sbuffo di fumo.

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a seguire — La virtuale seconda fila vede i due finlandesi Bottas e Raikkonen già staccati di mezzo secondo, mentre la terza è appannaggio di Verstappen e Ricciardo, che, confermando le difficoltà su una pista di motore, sono rispettivamente a quasi e oltre gli 8 decimi. Decisamente troppo per puntare alla pole. Oltretutto i due Red Bulli, tenuti ai box per mezz’ora per conservare chilometraggio, sono gli unici tra i big a non avere conservato treni freschi di gomme medie per la corsa. Oltre a Ricciardo, anche Ocon subirà una penalizzazione di 5 posti sullo schieramento: fatale la sostituzione del cambio, che ha subito una frattura nel precedente GP del Messico.


l’analisi — Analizzando i tempi, Vettel è stato il più veloce in assoluto nel primo e terzo settore, quelli dove il motore conta, mentre, probabilmente frutto di un cambio di assetto, Hamilton è risultato primo nel settore centrale. Una leggera supremazia della power unit del Cavallino confermata dalla velocità di punta di Vettel (335 km/h) e Raikkonen (333), migliori di un paio di chilometri orari rispetto alla concorrenza. E nei primi dieci ci sono anche altri tre piloti motorizzati Ferrari: Magnussen (7°), Grosjean (8°) e infine Leclerc (10°). Pole alle 18 italiane.

Dal nostro inviato Andrea Cremonesi 

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