Lippi: “Juve troppo forte Agnelli come il papà nel ’94”

Marcello Lippi. Afp

Marcello Lippi. Afp

‘); }

La corsa scudetto “che pare sia già finita”, l’addio di Marotta alla Juve “che prende queste decisioni quando le cose vanno bene”, Andrea Agnelli “che ha fatto come suo padre nel ’94” e il suo contratto in Cina “che scade nel gennaio 2019 e credo sarà l’ultimo”. Marcello Lippi si racconta a tutto tondo ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio1 e in particolare commenta il momento societario bianconero: “La scelta dell’addio a Marotta non è da condividere o meno, dobbiamo solo prenderne atto, nessuno sa perché si prendono certe decisioni – dice l’ex c.t. della Nazionale campione del mondo nel 2006 -. Quella bianconera è una società che non si può dire che non sappia programmare, questi grandi gruppi prendono queste decisioni quando le cose vanno bene, nel momento di massimo splendore. Ed è quello che hanno fatto loro. Andrea Agnelli si sarà forse ricordato di quanto ha fatto il padre: nel 94-95, dopo 10 anni che non si occupava di Juve, ha cambiato tutto e rifatto un ciclo vincente, prendendo me. Il dottor Umberto è stata una persona spettacolare nella storia della Juventus, erano dieci anni che c’era la supremazia del Milan di Berlusconi. Adesso nella testa di tutta la Juventus c’è la Champions League e con l’organico che ha penso sia una delle favorite”.

juve troppo forte — Favorita lo è ovviamente anche per lo scudetto: “La sensazione è che sia già finita e che questa stagione sia il prosieguo della stagione passata. La Juventus è ancora troppo più forte delle altre. E poi Ronaldo è proprio come me l’aspettavo: un grande professionista scrupoloso nella preparazione. I grandi campioni sono intelligenti e umili”. Secondo Lippi “cresceranno Inter, Roma, Milan, Lazio, Fiorentina e le altre” mentre il Napoli può contare sulla “saggezza e la bravura di Ancelotti”. Alla domanda se questa Juve è più forte della sua, Lippi replica: “Come si fa a sapere, bisognerebbe sognare una sfida con due toscani in panchina che si salutano e tanti campioni in campo. Sono tutte Juventus forti e prima di me c’era quella di Trapattoni. La Juve oggi ha una rosa di grande livello e i giocatori hanno capito che se vogliono far vedere quanto valgono al mondo devono stare in squadre con grandi campioni, magari giocando un po’ di meno”.


futuro e nazionale — Si passa poi al prossimo futuro, e qui l’ex ct della Nazionale rivela: “Ho voglia di tornare a casa. Il mio contratto in Cina scade nel gennaio 2019 e credo sarà l’ultimo. È difficile che continui ad allenare”. Chiusura inevitabile sulla Nazionale azzurra: “È messa bene, Mancini è bravo, offre un calcio propositivo. Vi sono tanti giovani bravi e promettenti. Adesso è difficile scegliere titolare in Italia, ma i giovani con un buon futuro ci sono”.

 Gasport 

© riproduzione riservata