Lippi tra Ancelotti e Allegri “Carletto è il numero uno”

Marcello Lippi, 70 anni, è il doppio ex di Juve-Napoli. Afp

Marcello Lippi, 70 anni, è il doppio ex di Juve-Napoli. Afp

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“Ancora Juve-Napoli, sì. Ricominciamo da dove avevamo finito l’anno scorso: sono le due più forti. Anche se non è come prima”. Rientrato in Italia tra un impegno e l’altro della nazionale cinese, invitato speciale alla serata di Francesco Totti al Colosseo, Marcello Lippi racconta l’ennesima sfida scudetto tra le sue “ex”. Ancelotti al posto di Sarri cambia però la prospettiva dell’analisi.

Che cosa è successo rispetto all’ultimo campionato?

“La Juve ha cambiato poco, a parte l’arrivo clamoroso di CR7. Il Napoli è lo stesso ma con un allenatore nuovo. E il cambio si sente. In due mesi Ancelotti ha fatto un lavoro intelligente, unico».


Cioè?

“Ha mantenuto tutte le qualità della gestione precedente di Sarri, ma aggiunto la sua cultura, l’esperienza, la varietà tecnico-tattica, la psicologia. Il Napoli è forte come prima, però gioca con due-tre sistemi diversi ed è più imprevedibile”.

Lei sostiene che Ancelotti è il miglior tecnico al mondo.

”Perché ha esperienze vincenti ad altissimo livello sia da giocatore sia da allenatore. Ha visto, affrontato e superato tutto. Ed è ancora relativamente giovane”.

D’altra parte era impossibile mantenere il Napoli di Sarri senza Sarri…

“Sarri non faceva turnover per scelta: era alla ricerca di sincronismi esasperati, direi perfetti, cambiare avrebbe significato complicarsi la vita. Ancelotti sta facendo girare tutta la rosa, sta cambiando sistema e si ritroverà giocatori anche meno stanchi”.

Se Ancelotti è il migliore, Allegri è sulla buona strada?

”Proprio così. Ancelotti ha vinto più Champions e più campionati europei, non è paragonabile. Ma Allegri comincia a essere tra i numeri uno: la sua crescita è stata pari a quella della Juve. Fino a qualche anno fa dicevo che in Europa c’erano due-tre squadre, Real, Barça, Bayern, irraggiungibili, e la Juve tra le inseguitrici. Come dimostrato dalle finali perse. Oggi invece è entrata in quel gruppo ristretto grazie anche al tecnico”.

Che, parole sue, le somiglia…

“La toscanità. La Juve a 46 anni. L’aver vinto lo scudetto alla prima stagione con una grande, io in bianconero lui al Milan. Se poi ci sono altre analogie non devo dirlo io…”.

Una è conclamata: la bravura nel leggere la partita dalla panchina.

“Sono d’accordo. Una bravura facilitata dalla ricchezza unica dell’organico che consente tante scelte”.

Sacchi ha detto che, presi individualmente, forse non c’è uno del Napoli superiore a uno della Juve. Ma poi…

“Il vero problema del Napoli è stato trovarsi la Juve davanti. Sarri ha fatto cose straordinaria ma la Juve era lì”…

leggi l’intervista completa di Fabio Licari sulla Gazzetta in edicola

 Gasport 

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