Liverpool-Roma: Graziani, Righetti, Ian Rush, tutte le reazioni dei giocatori in campo nell’84

Champions League
Liverpool-Roma: Graziani, Righetti, Ian Rush, tutte le reazioni dei giocatori in campo nell'84
© Bartoletti

Graziani: «Abbiamo preso la squadra più abbordabile». Righetti: «No, era meglio evitarli». Rush: «Sarà un piacere tornare a Roma». Falcao jr: «Chiudiamo i conti con il passato e con quei maledetti rigori»

ROMA – «La Roma ha preso la squadra più abbordabile. Speravo che prendessimo loro perché c’è di mezzo una vendetta». Così Francesco Graziani, ai microfoni di Radio Kiss kiss, commenta l’esito del sorteggio Champions che vedrà di fronte Roma e Liverpool in una sorta di replica delle finale del 1984 che vide proprio Graziani tra i protagonisti, con il calcio di rigore sbagliato che costò il trofeo ai giallorossi.

RIGHETTI: «AVREI VOLUTO EVITARLO» – «In questi giorni potete immaginare, ‘no il Liverpool’, ‘sì il Liverpool’, tutti i discorsi, la vendetta. Io non sto a pensare a quella finale, e il Liverpool avrei voluto evitarlo per via delle sue caratteristiche e non a causa dei ricordi». Dai microfoni dell’emittente romana Teleradiostereo, dove lavora come commentatore, l’ex giallorosso Ubaldo Righetti, uno dei ‘reduci’ della finale di Coppa Campioni del 1984 ha parlato del sorteggio di Champions che ha ‘abbinato’ Roma e Liverpool in una doppia sfida alle mille sfaccettature. «Comunque ho grande fiducia – ha detto ancora Righetti, che segnò uno dei rigori dopo i quali la sua squadra perse la Coppa -. Questa sfida la voglio vivere in maniera distaccata, e ci devo riuscire. Certo ci devo lavorare sopra: adesso dico così, poi arriva il momento che la sto vivendo e non so che succede». «Il Liverpool gioca tanto in verticale – aggiunge l’ex difensore ora opinionista -. Il sorteggio di oggi ha opposto due squadre di grandi tradizioni come Bayern e Real e due sorprese come Roma e Liverpool. Io sarei stato più contento di trovare il Real Madrid: ormai il calcio spagnolo lo conosciamo a memoria». 

DI BARTOLOMEI JR: «MEGLIO IL SILENZIO» – «Ago preferirebbe silenzio e concentrazione. Per una volta lasciamo che a Roma, il passato sia terra straniera». Queste le parole utilizzate da Luca Di Bartolomei, figlio dell’indimenticato capitano della Roma nella finale di Coppa dei Campioni del 1984, sul proprio profilo Twitter. Luca quasi si scusa con tutti quelli che in queste ore lo stanno chiamando per chiedergli un commento sull’accoppiamento della semifinale di Champions fra i gialllorossi e i Reds. Un commento che lui preferisce non dare: «Pensiamo solo al futuro davanti, daje», ha aggiunto Di Bartolmei jr. Agostino Di Bartolomei si tolse la vita esattamente dieci anni dopo la finale persa dalla Roma all’Olimpico contro il Liverpool.

IAN RUSH: «NON VEDO L’ORA DI TORNARE A ROMA» – «La Roma provoca tanti ricordi anche a me. Non vedo l’ora di tornare lì. Siamo due grandi club, essere nelle semifinali è una cosa magnifica». Dai microfoni della britannica Sky Sports, Ian Rush ricorda i momenti della finale vinta, fuori casa e quindi all’Olimpico, nel 1984. il centravanti gallese era uno degli undici dei Reds che fecero piangere la parte giallorossa della capitale, e i romanisti sparsi nel mondo. Ora invece è ‘ambasciatore nel mondo’ del Liverpool e in questa veste sarà presente allo stadio Olimpico nel match del 2 maggio. Ma che ricordi ha Rush di quei rigori? «Un ricordo in generale, calciarlo in finale è una cosa particolare – risponde –. Anche il portiere (Franco Tancredi n.d.r.) faceva ‘giochini’ per distrarmi – racconta Rush –, i tifosi erano incredibili c’era una grande atmosfera e sono sicuro che sarà ancora così». Sulla Roma di oggi l’ex oggetto misterioso della Juventus dice che «qualsiasi squadra segni tre gol al Barcellona è incredibile. La Roma è molto simile al Liverpool, sono un po’ le due non favorite, fermare il Barcellona e non farlo segnare è una cosa straordinaria. Speriamo che la squadra che andrà in finale sia il Liverpool». Potrà essere decisivo Salah? «Salah credo sia straordinario, è il giocatore della stagione – risponde Rush -. I tre davanti del Liverpool, lui Manè e Firmino, sono in grado di segnare sempre. Sarà una doppia sfida interessante, e ricordo anche che nei quarti sia Liverpool che Roma hanno segnato fuori casa».

FALCAO JR: «CHIUDIAMO I CONTI CON IL PASSATO» – Lui quel rigore mancato se lo porta sulle spalle da 34 anni, neanche fosse stato, quella sera del 30 maggio del 1984, sul prato dello stadio Olimpico per sfidare il Liverpool di Ian Rush e Bruce Grobbelaar. «Mi auguro di passare il turno perché così finirà la storia del rigore. Quando incontro persone, mi dicono prima quanto era forte come calciatore mio padre, poi vanno sulla parte negativa e mi chiedono perché non volle calciare quel famoso rigore». Giuseppe Falcao è un giovane tifosissimo della Roma. Ma, soprattutto, è il figlio del ‘Divino’ Paolo Roberto, l’VIII Re di Roma, l’idolo indiscusso della parte giallorossa della Capitale prima dell’era Francesco Totti. I sorteggi della semifinale di Champions League hanno ‘regalato’ ai tifosi della Roma questa seconda possibilità, con in palio qualcosa di importante (sfide in turni preliminari ci sono comunque già state) contro il Liverpool: ci si gioca la semifinale ma anche la possibilità di poter riscattare quella notte dell’Olimpico di tanti anni fa. «Anche se alla fine le squadre erano quelle, quando ho visto il Liverpool le emozioni mi hanno riportato a 34 anni fa – ha detto all’agenzia Dire – Un po’ come se Dio ci stesse dando una seconda possibilità, per cancellare la macchia della nostra storia“. All’epoca Giuseppe non aveva neanche 3 anni, ma sa benissimo cosa ha significato quella gara: «Abbiamo la chance di poter vendicare quello che è stato 34 anni fa. È stato il momento più triste e brutto della storia della Roma. Importante far capire ai nostri giocatori quanto per noi significa questa partita, per chi ha vissuto quella notte, per chi è stato a casa, per la nostra generazione, per i nostri padri e nonni». Già con l’arrivo ai quarti di finale della Champions «avevo questa sensazione. Dopo la vittoria con il Barcellona ho pensato che ci fosse nell’aria qualcosa di strano. Noi romanisti non siamo abituati a queste cose. La qualificazione che si decidera’ in casa nostra, la vittoria con il Barcellona, le sconfitte di Juve e Lazio… È tutto ‘troppo’ per la nostra storia – sorride -. Non vorrei che alla fine pagheremo tutto». Falcao jr fa poi appello ai romani della Roma: «De Rossi, Florenzi, Pellegrini sanno quanto è importante per noi questa partita. Questa è una occasione che non capiterà più. Il mio sogno? È quello lì…. Andare in finale, mi piacerebbe tanto. Se ci qualifichiamo, a Kiev ci vado in macchina. Cosa avrà pensato papà dopo il sorteggio? Quello che pensiamo tutti, e pure quelli che in campo ci sono scesi: dobbiamo farcela, anche per quelli che non ci sono più, come Maldera e Di Bartolomei».