Maldini promuove Gattuso “Non è più solo grinta”

Paolo Maldini, direttore sviluppo strategico area sport del Milan. LaPresse

Paolo Maldini, direttore sviluppo strategico area sport del Milan. LaPresse

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“Un capitano, c’è solo un capitano”. Ed è la cosa più scontata del mondo, quando c’è di mezzo Paolo Maldini. Trento, col suo Festival dello Sport organizzato dalla Gazzetta, l’ha accolto riversandogli l’affetto che Paolo d’altra parte raccoglie ovunque vada. Gli oltre 800 posti a sedere del Teatro Auditorium Santa Chiara sono stati bruciati in un battito di ciglia. Tutti pazzi per assistere a un’ora abbondante di chiacchiere in libertà, moderate da G.B. Olivero, con uno dei massimi emblemi rossoneri. Un’ora che ha ripercorso soprattutto la storia di Paolo, senza disdegnare un accenno al momento attuale.

leggenda — Si è partiti dal provino in rossonero (“ho comprato le scarpe nuove con mia mamma e sono andato al campo. Era libero il ruolo di ala destra, ho provato e mi hanno preso subito”), al debutto in prima squadra (“Fino a quel giorno non pensavo di poter essere in grado di giocare in A. Una volta conclusa la partita, mi son detto che potevo farcela. C’era incoscienza, anche nell’allenatore che mi mise dentro a 16 anni”), ai tanti allenatori avuti (“Sacchi per noi era fondamentale, ambizioso e con tante idee. Con una maniera rivoluzionaria di allenare, arrivò al Milan nel momento giusto. Era talmente maniacale che lui stesso ne rimase prigioniero. Con noi era molto pressante, ho ancora gli incubi… (ride, ndr). Capello era un manager ma anche un ottimo allenatore, Ancelotti un maestro nel gestire il gruppo, da Liedholm ho imparato a giocare a pallone”), fino ovviamente a quello attuale: “L’immagine di Gattuso sta cambiando. Prima era solo tutta grinta, ora nei comportamenti e nelle cose che dice ha fatto un salto di qualità enorme. Non a caso ha la nostra totale fiducia”.


berlusconi — Non può mancare una accenno a Berlusconi: “Visionario. È arrivato dicendoci che saremmo diventati i più forti al mondo. Ridevamo sotto i baffi, e poi… Il Monza in A? Secondo me ce la fanno, e fino a quel momento tiferò anche per loro”.

obiettivi — La platea si diverte, lui anche, ma si fa molto più serio quando affronta argomenti di attualità: “Non nego che parlare di qualificazione di Champions League visti i risultati passati sia difficile, ma siamo convinti di poterci arrivare. E’ il nostro primo obiettivo. Dobbiamo rimanere attaccati alle prime quattro, manca ancora la gestione della fase critica delle partite e ci stiamo lavorando. Higuain o Icardi? E lo chiedete a me? Dico Gonzalo ovviamente. È un campione vero, ha alzato il livello della squadra non solo con i gol ma anche col suo modo di allenarsi. Paquetà? Il mercato è ancora chiuso ma è un giocatore di talento, non ancora formato al 100%, ma che può far sognare”

 Marco Pasotto 

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