Maurito: il killer silenzioso E se segna lui, vince l’Inter

L’Inter fa 6 di fila, Mauro Icardi fa 4 su 4. Perché nelle quattro partite dove il capitano nerazzurro è andato a segno, la squadra ha vinto sempre: Tottenham, Fiorentina, Psv e oggi Spal, piegata con la prima doppietta del 2018-19. Tutto nasce da quel destro al volo di rara bellezza a San Siro contro gli inglesi. Diciamocela tutta, l’Inter sino a quell’episodio sembrava in coma, dopo un inizio deludente di stagione. E in crisi era anche il suo centravanti, senza gol nelle prime tre uscite (a Bologna era assente). Si è svegliato Icardi, si è ripresa l’Inter. Non sarà ancora il “9” di manovra e sacrificio che tanti vorrebbero vedere (per primo Spalletti…), ma se c’è da sbatterla dentro, chiamate lui.

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Mauro Icardi, capitano dell'Inter. Afp

Mauro Icardi, capitano dell’Inter. Afp

squadra — Perché ha voglia Maurito a dire che “non mi interessano i gol, ma solo il bene dell’Inter”. Se non segna lui, con la super Spal vista stasera è dura portarla a casa. “Già lo scorso anno ci avevano complicato la vita qui a Ferrara – prende fiato il bomber dopo la gara -. Non eravamo andati oltre al pari. Sapevamo che per vincere dovevamo fare qualcosa di più e infatti abbiamo creato tanto, portando a casa i tre punti”. Rispetto a quell’1-1 del 28 gennaio, sono in realtà due le differenze fondamentali: la fortuna (perché la Spal il pari lo avrebbe meritato più oggi che allora…) e naturalmente lui, Mauro Icardi, che è tornato al gol su azione in campionato. Mancava dal 6 maggio (Udinese-Inter), in mezzo solo il rigore trasformato con la Fiorentina. A San Siro, perché in trasferta era ancora a secco. “I gol fuori casa? Ne ho fatti 29 in tutto lo scorso anno, qualcuno pure lontano da Milano, no?”. Vero e ci possiamo aggiungere anche la rete decisiva a Eindhoven in Champions contro il Psv.


lavoro — Rispetto alla partita in Olanda, Icardi si è paradossalmente visto meno al Mazza. Col Psv aveva dato di più a livello di lavoro di squadra, contro la Spal ha pensato più a buttarla dentro. O forse anche le fatiche della Champions si sono fatte sentire. Tutta l’Inter è stata messa sotto dal punto di vista del ritmo, d’altronde. Icardi però ha l’istinto del killer silenzioso. Forse aiuta poco i compagni nel momento della sofferenza, ma quando c’è da vincerla, ecco che rispunta. È la sua forza e il suo limite. Spalletti dice sempre che lo vorrebbe più dentro la partita, più partecipe alla manovra. Ma forse significherebbe snaturarlo. Maurito colpisce senza fare rumore, proprio nel momento in cui ti chiedi che fine abbia fatto. E finché l’Inter vince, va bene così a tutti. A cominciare da Wanda e i tifosi.