Mayorga, CR7 non ci sta Nessuna nuova intesa

Cristiano Ronaldo. AP

Cristiano Ronaldo. AP

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La polizia di Las Vegas cercherà evidenze nuove a distanza di nove lunghi anni, non la cosa più facile. Nel mentre, si battaglierà in punta di diritto per capire se il mare magnum di carte di Football Leaks possa essere usato. Tradotto: servirà pazienza sul caso di presunto stupro di Cristiano Ronaldo. Eppure una certezza pare esserci: il portoghese non staccherà un altro robusto assegno intestato a Cathryn Mayorga, la modella che all’epoca fece denuncia di violenza contro ignoti e poi firmò un accordo da 375mila dollari in cambio di silenzio. Niente seconda intesa, niente nuovo compenso: «Ai tempi Cristiano seguì il suggerimento dei suoi consulenti per mettere fine alle accuse ingiuriose ed evitare tentativi come questo. Non bisogna ripetere gli errori del passato, chi è innocente confida nella giustizia», ha ribadito l’avvocato di CR7, Peter Christiansen. Il suo collega che difende la Mayorga, Leslie Stovall, ha scelto una controrisposta teatrale: ha spedito le carte alla polizia di Lisbona e alle forze dell’ordine di altri 18 Paesi, compresa Fbi e Interpol. Obiettivo? Verificare se CR7 abbia violato qualche legge dalle loro parti.

volto placido — Uno dei prossimi passi di Christensen sarà sottoporre a perizia informatica i documenti hackerati. In più, come Stovall, sentire amici e parenti che accompagnarono Cristiano in Usa. Da parte sua, il portoghese si sta mostrando sereno mentre fuori soffia la bufera: ieri ha esibito via social un momento di placida quotidianità. Lui e Georgina con le antenne di Minni in mezzo alla prole: per un momento il Nevada è tornato dall’altra parte del mondo.


 Filippo Conticello 

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