Mazzarri: “Inter, anni buoni Ma l’esonero diede fastidio”

“Contro l’Inter sarà un test importante, una verifica ancor più difficile rispetto alle ultime due. Non sarà facile far gol e dovremo stare molto attenti a non subirne. I loro numeri sono chiari, ma sono curioso di vedere la mia squadra. Vogliamo giocarcela”. Le otto reti segnate negli ultimi 180’ contro Cagliari e Crotone (una sola subita) sembrano aver archiviato definitivamente i 30 giorni neri che dal 18 febbraio al 18 marzo hanno costretto il Torino a quattro k.o. consecutivi. E il lunch-match contro la squadra di Luciano Spalletti potrebbe rivelarsi la “prova del nove” per, chissà, giocarsi il rush finale di campionato da protagonista, magari riaprendo il discorso Europa League: “Ma è inutile parlarne ora, è presto. Sono arrivato in corsa e devo pensare solo a lavorare, il Toro è un ‘cantiere aperto’. Pensiamo a domani, poi vedremo…”, spiega Walter Mazzarri durante la conferenza della vigilia: “Idee particolari per limitare Brozovic e il gioco dell’Inter? Valuterò in base alla loro formazione, noi siamo pronti a tutto. Spalletti è bravo a cambiare anche a gara in corso”. Quella di domani sarà la prima volta che il tecnico di San Vincenzo sfiderà i nerazzurri dal momento dell’esonero (novembre 2014), ma poca voglia di far polemica ricordando i 18 mesi trascorsi a Milano: “Risultati negativi dopo il mio addio? I fatti sono chiari, il resto non conta. Per me fu un’esperienza positiva, come tutte le altre”.

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ESONERO FASTIDIOSO — Un aspetto da cancellare del periodo interista, però, in realtà ci sarebbe: “Gli allenatori vanno valutati in base ai risultati e alle squadre che hanno a propria disposizione, non c’è molto da aggiungere. L’unica cosa che creò del fastidio, dal mio punto di vista, fu l’esonero. L’unico in carriera. Questo sì, non lo nascondo”.


SCELTE E LJAJIC — “Stamattina ho valutato i ragazzi nella rifinitura. Lo farò nuovamente domattina prima del pranzo, parlando con loro. Non aggiungo altro, non vorrei dare vantaggi all’Inter”. Sul talento serbo, ex di turno: “All’inizio ha faticato, anche per alcuni problemi fisici, mentre ora con certi equilibri sta trovano il proprio spazio, anche tatticamente. Sta bene e riesce a garantire un ottimo contributo, ma se cambiasse atteggiamento non avrei problemi a fare scelte diverse. Impiegarlo come mezzala? È un jolly, deve pensare a essere disciplinato in campo. Poi ha tutto per giocare in qualsiasi ruolo del reparto avanzato”. Chiosa su M’Baye Niang: “Non sta bene, ha subito una ricaduta. Per questo ho deciso di non convocarlo”.

ICARDI CAMPIONE — Inevitabile focalizzarsi sul capitano dell’Inter, domani il pericolo numero uno: “Già ai miei tempi si vedevano le sue qualità. Lavorammo tanto per migliorare il suo sinistro e mi fa piacere che ora faccia gol anche in questo modo. Ora è un grande campione e si è consacrato, i numeri parlano per lui. Un paragone con Belotti? Sono forti entrambi, ma diversi. Quando stanno bene vedono la porta come pochi. Aggiungo una cosa: se Andrea non avesse subito questi infortuni avrebbe segnato con continuità, proprio come l’anno scorso”. Conclusione dedicata a Luciano Spalletti: “Preferisco non parlare degli allenatori, è meglio concentrarsi sui calciatori. Comunque è molto bravo, questo è evidente e lo sanno tutti”.