“Mercedes, c’era un baco” Così Seb ha beffato Lewis

È stato il “baco” di uno strumento offline a sviare la Mercedes domenica a Melbourne. Lo ha detto il direttore tecnico di pista Andrew Shovlin, che in un’analisi al sito della scuderia campione del mondo, ha spiegato cos’è accadutoal momento del pit stop di Vettel. Il tedesco della Ferrari è riuscito a sbucare in pista davanti a Hamilton vincendo così la gara, mentre il team di Stoccarda, dalle simulazioni del programma svolte in tempo reale, era convinto di avere margine sufficiente per restare davanti alla corsa col suo pilota.

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il delta — “Non si è trattato di un problema al software di strategia di gara che usiamo. – ha detto Shovlin – Abbiamo trovato un baco nello strumento offline che ci ha fornito un valore errato”. Detto in parole povere, questo “tool” crea dei tempi sul giro delta, fornisce cioè un valore che è la differenza tra la vettura di Hamilton che è in pista con la Virtual Safety Car e la vettura di Vettel che deve rientrare ai box per il pit stop.


seb beffa il computer — “Il problema – ha detto Shovlin – è che non parliamo di una scienza esatta perché non si potrà mai sapere con certezza a che velocità un’auto entrerà in corsia box”. Proprio dove Vettel ha fatto la differenza, accelerando al massimo prima dell’inizio del tratto col limitatore di velocità. Così la Mercedes, che secondo i dati in possesso pensava di avere 15 secondi di vantaggio, in realtà ne aveva poco meno di 13. Una differenza sostanziale che ha deciso la gara.

rimedi — “In futuro – ha detto Shovlin – ci assicureremo di avere più margine perché vogliamo essere in grado di coprire un avversario, comprendendo le variabili di un ottimo giro di rientro ai box o una sosta ultraveloce. Abbiamo preso provvedimenti per essere sicuri che non si ripeta un caso simile”.

 Gasport 

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