Michael Mann vuole raccontare Paul Le Roux

Tra i registi sui quali si fa sempre molta fatica a speculare relativamente ai progetti e ai film che mettono in cantiere, c’è sicuramente Michael Mann. Anche perché, a dispetto del fatto di essere uno dei maggiori registi viventi, Mann incontra spesso non poche difficoltà a mettere assieme produttivamente i suoi film: basti pensare al progetto su Enzo Ferrari che sembrava certo e pronto al via, e poi è saltato.

Ora Mann, che non gira un lungo dal 2015, quando uscì col bellissimo Blackhat, ci riprova: a quanto pare sarebbe intenzionato a realizzare “qualcosa” (probabilmente un film, ma non è esclusa la possibilità di una miniserie) su un personaggio non troppo noto in Italia ma piuttosto famoso – anzi, famigerato – negli Stati Uniti come Paul Le Roux.

E, in effetti, Le Roux appare come un personaggio dalla vita criminale rocambolesca e proverbialmente “da film”.

Nato in Zimbawe nel 1972 da genitori sconosciuti, dato in adozione, iniziò a manifestare insofferenza e tendenze criminali già durante l’adolescenza passata in Sud Africa e una giovinezza in cui si fece conoscere come programmatore e polemista nei primi gruppi Usenet, e come venditore di farmaci online.

Dopo varie oscure attività, con connessioni con la politica africana, Le Roux si spinse ancora oltre nelle sue attività, che divennero del tutto illegali: operando dalle Filippine e da Hong Kong iniziò a trafficare in armi, contrabbandare droga e metalli prezioni, a riciclare denaro sporco.

Cambiò spesso identità, residenza e passaporto, stabilì legami con milizie somale, vendette armi e tecnologie all’Iran e gruppi terroristici internazionali, e si sospetta sia stato mandande di numerosi omicidi.

Arrestato in Liberia nel 2012, iniziò a collaborare con la DEA come testimone.

A conquistare Michael Mann è stato un libro di prossima pubblicazione scritto su Le Roux dalla giornalista Elaine Shannon, con cui il regista aveva già collaborato in passato quando produsse la serie tv Drug Wars: The Camarena Story basandosi su un altro suo libro.
“Il libro di Elaine Shannon mi ha fatto conoscere luoghi e persone, linguaggi e comportamenti potenti come quelli della grande finzione,” ha detto Mann, che di recente ha anche assistito ad alcune udienze in tribunale dove era imputato Le Roux. “Ha illuminato la mente di Le Roux e le oscure frontiere del crimine internazionale in maniera approfondita e vivida.”