Milan, il futuro in 24 ore Il club è in mano a Elliott Mr. Li tenta il colpo di coda

Li Yonghong, 48 anni, presidente del MIlan. LaPresse

Li Yonghong, 48 anni, presidente del MIlan. LaPresse

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Intorno alla mezzanotte, quando il tempo massimo per rimborsare Elliott era ormai scaduto, il Milan faceva la storia in altri modi. Un tempo si sollevavano i trofei, oggi si celebrano i passaggi di proprietà. Chi seguiva i grandi campioni stavolta rincorre la tracciabilità di un bonifico. Rispetto ad allora i protagonisti sono cambiati e a breve potrebbero farlo di nuovo. Se anni fa il Milan si laureò campione del mondo, oggi il mondo è coinvolto in altro modo. Dalla Cina agli Stati Uniti l’orizzonte rossonero è una lunghissima sequenza di vicende societarie. L’ultima racconta del mancato rimborso a Elliott dei 32 milioni versati a copertura dell’ennesima rata di aumento di capitale. Così, che sia stato alle cinque del pomeriggio o alla mezzanotte, Mr Li ha violato uno dei tantissimi paletti inseriti nel contratto con il fondo. Da Oriente il ponte di comando rossonero si è dunque spostato a Ovest, in America: dà l’idea della distanza che esiste tra Yonghong e Paul Singer. Oltre ai recenti protagonisti sono però destinati a emergere anche altri attori di rilievo: l’entrata in scena più probabile è quella di Rocco Commisso, ma non vanno escluse le partecipazioni della famiglia Ricketts o di Stephen Ross.

LA VERSIONE DI LI — Il finale della prossima puntata deve ancora essere scritto ma Li è ormai irrimediabilmente sullo sfondo. Potrebbe infine recitare un ruolo come intermediario tra Commisso ed Elliott ma nemmeno questo è scontato. Le ultime mosse di Yonghong, il cambio di advisor e legali e il tentativo dei giorni scorsi di riallacciare con il patron Cosmos, dimostravano la volontà di non sparire; il mancato rimborso del denaro all’hedge fund è stato per questo accolto come un colpo di teatro. Chi ha speso centinaia di milioni può non averne 32 nel salvadanaio? E chi si è adoperato per sostituire i propri consulenti non lo ha fatto pensando di potersi ancora giocare una partita? La sfida in questione potrebbe essere una corsa contro il tempo: presentarsi domani da Singer con un nuovo acquirente. La corsa potrebbe però diventare a ostacoli: tra le difficoltà convincere Elliott a ricomporre il covenant appena rotto – e di fatto ad allungare i tempi prima dell’escussione effettiva del pegno – e ad accettare l’offerta stessa. Arrivare in questo modo al traguardo consentirebbe a Mr Li di non disperdere interamente il patrimonio investito nel club, mantenendo una percentuale minima o anche solo una partnership di qualche anno in Cina. Ma chi potrebbe schierarsi nella stessa squadra di Yonghong? Magari Commisso, di certo non i Ricketts. Il silenzio calato sul primo interlocutore potrebbe essere più rumoroso di quanto si pensi: magari le parti hanno firmato un nuovo accordo di riservatezza e la svolta è dietro l’angolo. Va però considerata parte della puntata la manovra con cui mercoledì scorso Li si è ripresentato da Rocco: l’intenzione del cinese era riaprire l’affare, la replica del padrone di Mediacom orientata invece a chiudere ogni dialogo. Esisterebbe però una strada alternativa da poter percorrere e nella quale Yonghong si sarebbe portato avanti nei giorni scorsi per completarla già nelle prossime ore: una via ancora sconosciuta, come l’identità del soggetto, porterebbe alla collaborazione con un investitore oggi descritto come Mister X. Dietro la consonante può nascondersi il russo Usmanov oppure un magnate asiatico. La terza strada, quella dell’azione legale, potrebbe essere lunga e senza sfondo: condurrebbe Li alla causa con Elliott per sospendere (momentaneamente) la procedura di escussione.


la versione di Elliott — Fin qui la vicenda nella direzione che vorrebbe dargli Mr Li, ma nel senso di marcia opposto potrebbe scegliere di andare Elliott. Il fondo ha le mani sul club e a inizio settimana può decidere di stringere definitivamente (e legalmente) la presa. Anche i Singer (Paul e il figlio Gordon, grande appassionato di soccer…) sono di fronte a un bivio-vendita. Possono incamminarsi verso la riscossione del debito comprensivo degli interessi e cedere subito il club, all’interlocutore con cui si potrà presentare Yonghong o a un altro interessato: in questo modo anche la famiglia Ricketts e Stephen Ross sarebbero pronti a rimettersi in carreggiata (e anche lo stesso Commisso, una volta svincolatosi dal rapporto con Li). Oppure avviarsi verso un’asta internazionale che premi il miglior offerente. Nel frattempo gestirebbe il club, da solo oppure con altri soci, cambiando subito il management oppure no. Cinese, poi americano e infine chissà: in un’altra notte storica verrebbe celebrato l’ennesimo passaggio di consegne.

 Gozzini-Lopes Pegna 

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