Paratici si ritrova in 1ª linea La svolta del dopo Marotta

Fabio Paratici, nel pre-partita della sfida contro il Chievo al Bentegodi. Lapresse

Fabio Paratici, nel pre-partita della sfida contro il Chievo al Bentegodi. Lapresse

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Beppe Marotta e Fabio Paratici si separano dopo ben 14 anni. Era iniziato tutto nel 2004 quando il maestro accolse l’allievo alla Samp per avviarlo allo scouting, poi nel 2010 la chiamata a Torino e l’esigenza di entrambi di non separarsi. Paratici, inizialmente, viene indicato come capo degli osservatori, ma proprio il suo mentore spinge per dargli subito la direzione sportiva. Andrea Agnelli si avvicina sempre più a quell’instancabile cacciatore di talenti che in pochi anni ha messo in fila tutti i suoi competitor più in gamba grazie anche alla versatilità del poliglotta (parla inglese, francese, spagnolo e portoghese).

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ORE di cambiamento — Paratici sa bene che le voci maliziose lo indicano come uno dei possibili congiurati. Invece lui in questi mesi s’è speso per allontanare il più possibile il distacco dal ‘direttore’. Di sicuro non c’è da aspettarsi un suo presenzialismo mediatico nella nuova sfida che lo attende, accettata con grande senso di responsabilità e con una dimostrazione di chiaro affetto per il mondo-Juve. Lui continuerà ad utilizzare il suo istinto, inseguendo le prede di mercato con il solito mimetismo che contraddistingue i grandi cacciatori.


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