Perin: “Con CR7 la A al top Juve come Real e Barça”

Mattia Perin, portiere della Juventus. Getty Images

Mattia Perin, portiere della Juventus. Getty Images

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Pare che di questi tempi Mattia Perin sia spesso attaccato all’orologio: “Non vedo l’ora…”, ripete più e più volte. L’ora di andare alla Continassa, l’ora di mettersi i guanti e di allenarsi secondo nuova metodologia della casa, l’ora di raccogliere l’eredità di Gigi Buffon. Ma, soprattutto, e ci mancherebbe pure, l’ora di giocare con Cristiano. Anche nella presentazione alla stampa nel cuore dell’Allianz del portiere ex Genoa l’elefante nella stanza era di razza portoghese. Pensieri e parole sono state rivolte spesso a un assente, a CR7, ma Perin le ha usate con equilibrio. È ormai maturo, pronto per questo scatto di carriera e il motivo, due crociati dopo, lo ha ammesso lui stesso: “Sono arrivato a pensare che senza gli infortuni non sarei stato qui, mi hanno reso una persona migliore. La sofferenza mi ha dato equilibrio, sono un uomo diverso”.

IL RIFERIMENTO — L’altro verbo declinato ossessivamente è “migliorare”, un mantra che si adatta assai bene a questi muri attorno: “Voglio migliorare tanto, voglio migliorare i miei difetti. Qui si sente aria di vittoria, mi aspettavano che qua mi aiutassero, ma non così tanto”, ha aggiunto. Tra tanto entusiasmo si rischia di cadere nell’emulazione, ma Perin dimostra subito umiltà e piedi ben piantati a terra: “Ripetere quello che ha fatto Gigi sarà difficilissimo se non impossibile, è il più grande degli ultimi 30 anni, è il punto dei riferimento dei portieri mondiali, aver avuto la possibilità di allenarmi con lui è stato un onore. Non mi permetto di giudicare la sua scelta, ma lui è una persona competitiva, a 40 anni si è rimesso in gioco ed è una cosa da grande”.


GERARCHIA — Da Buffon a Cristiano il passo è breve: per entrambi c’è il gene del fenomeno. Ed ecco allora, viste dall’interno, le ore di febbre per il nuovo arrivo: “Cristiano è il miglior al mondo e poter imparare da lui sarà un plus per noi, per i giocatori e per il momento della Serie A che sarà di nuovo tra i due-tre migliori campionati al mondo. Lo spogliatoio vive tutto con tranquillità, sappiamo che sta arrivando un grande campione e siamo contenti”. La Grande Operazione, il colpo del secolo, ha spiazzato Mattia soltanto un po’ perché la Signora che ha tanto voluto sa rendere possibile l’impossibile: “L’operazione mi ha colpito, ma la vedevo possibile perché la Juve è alla pari con Real, Barcellona e Bayern”. Perin indosserà la 19, in onore del compleanno della figlia nata lo scorso febbraio, e battaglierà con Wojciech Szczesny: “Non so come sarà la gerarchia, non spetta a me, so che parto svantaggiato ma competere ci farà bene. Szczesny ha fatto delle grandi partite e si è meritato la possibilità di sostituire Gigi, io lavorerò, suderò, quando potrà giocare dare al meglio poi sono decisione che non mi aspettano”.

Dal nostro inviato Filippo Conticello 

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