Roma, che fatica a Empoli Nzonzi-Dzeko: è la 3ª di fila

L'esultanza per il gol di Nzonzi. Ansa

L’esultanza per il gol di Nzonzi. Ansa

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Soffre da matti, soprattutto nella ripresa, ma alla fine la Roma porta a casa un’altra preziosa vittoria, la quarta consecutiva tra campionato e Champions, che gli permette di andare alla sosta con il vento in poppa e un morale ad alto livello. A decidere la partita ci pensa una carezza di testa di Nzonzi e l’unica vera buona giocata di Dzeko. Anche se a recriminare e tanto è l’Empoli, che nella ripresa sciupa una serie di occasioni dorate (compreso un rigore) e maledice il settimo palo del suo campionato.

palleggio e dinamismo — Di Francesco lancia Luca Pellegrini dal via, recupera De Rossi in extremis e ricompone la coppia di mediani davanti alla difesa con Nzonzi, Andreazzoli invece rinuncia alla seconda punta (La Gumina) e mette dentro un centrocampista in più (Bennacer) per fare maggiore densità. Del resto, che l’Empoli giochi bene è cosa oramai risaputa dall’inizio del campionato e la squadra di Andreazzoli lo conferma anche in questa circostanza: palleggio, qualità (soprattutto con i piedi di Zajc) e ricerca improvvisa della verticalità su Caputo. La Roma, però, con le tre vittorie consecutive tra campionato e Champions ha oramai ritrovato solidità mentale e compattezza. Così se per circa 20 minuti si vede tanto bel palleggio ma pochi pericoli (tranne un tiro da lontanissimo di Under), al 24′ è Lorenzo Pellegrini ad andare via di forza a Capezzi sulla fascia sinistra ed a mettere dentro un bel pallone che prima Dzeko cicca e poi Under strozza al lato di Terraciano. I giallorossi hanno oramai trovato le misure e due minuti dopo è Veseli a salvare in extremis su Under. Con i giallorossi proiettati costantemente alla ricerca del gol, l’Empoli non riesce a sfruttare un paio di ripartenze velenose (una addirittura tre contro uno, sprecata da Capezzi) ed allora al 36′ la Roma passa: punizione dalla tre quarti di Lorenzo Pellegrini e spizzata decisiva di testa di Nzonzi che si infila all’angolino basso alla desta di Terraciano. Poi c’è ancora spazio per un po’ di battaglia in mezzo al campo, con Acquah che oltre alla corsa prova a metterci anche i muscoli.


tra errori e cinismo — Se nel primo tempo si era dovuto attendere un po’ per emozionarsi, nella ripresa si parte subito forte. Prima Under sfiora in corsa il 2-0, poi Luca Pellegrini atterra sulla corsa Krunic, Bennacer calcia bene la punizione ma il palo (il settimo della stagione dell’Empoli) gli nega il pari. Al 10′ poi un angolo di Bennacer viene deviato maldestramente ancora da Luca Pellegrini, la palla carambola sul braccio di Under e Mazzoleni fischia il rigore, dopo averlo anche rivisto al Var. Sul dischetto, però, Caputo calcia malissimo, con il pallone che finisce alto. Ma la giornataccia di Caputo non è finita qui: al 25′ un tiro in corsa di Krunic finisce proprio tra i piedi del centravanti toscano, che da oltre il dischetto di rigore spara alle stelle da ottima posizione; al 28′ è ancora Caputo a andar via in velocità ma a calciare sull’esterno della rete. Con la Roma che balla paurosamente, Di Francesco corre ai ripari passando alla difesa a tre, con l’inserimento di Juan Jesus. Dall’altra parte, invece, Andreazzoli inserisce la seconda punta, La Gumina, per dare l’assalto finale. E proprio l’ex rosanero al 36′ ha subito l’occasione buona per pareggiare, ma strozza troppo il diagonale in corsa. Così, dopo aver rischiato tantissimo, la Roma la chiude al 40′ con Dzeko: il bosniaco la spizza di testa per El Shaarawy e nello spazio si va riprendere il passaggio di ritorno, bruciando Terraciano da distanza ravvicinata. Finisce così, con i giallorossi a festeggiare sotto lo spicchio pieno di tifosi del Castellani.

 Andrea Pugliese 

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