Roma fermata a Bologna: 1-1 Dzeko gol, Radja si fa male

La gioia di Dzeko per la rete del pari. Ansa

La gioia di Dzeko per la rete del pari. Ansa

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In attesa del blaugrana c’è il rossoblù a rendere amara la partita della Roma, che contro il Bologna non va oltre l’1-1, concedendo possibilità di rimonta alle inseguitrici Inter e Lazio in ottica qualificazione Champions. Non è certamente il miglior antipasto possibile in vista della gara di mercoledì a Barcellona, se è vero che ci vuole un gol di Dzeko per ristabilire la parità dopo il vantaggio firmato Pulgar nel primo tempo. E, peggio ancora, Di Francesco rischia di perdere per il Camp Nou anche Nainggolan, uscito dopo neppure 17 minuti per un risentimento muscolare alla coscia destra.

bologna avanti — Nel primo tempo la Roma parte con le migliori intenzioni e tra il 6′ e il 7′ potrebbe passare in vantaggio già in due occasioni. La prima al 6′, con Schick ben imbeccato da Nainggolan: sinistro del ceco e Santurro – il terzo portiere del Bologna all’esordio assoluto – devia in angolo. Ancora meglio, l’estremo difensore di Donadoni, qualche secondo più tardi: minuto 7, angolo di Kolarov e De Rossi stacca di testa a botta sicura, ma l’estremo difensore è bravo a deviare. Il copione del match è chiaro: Roma nella metà campo del Bologna, che prova a sfruttare le ripartenze. È così che l’ha pensata Donadoni, la scelta di Di Francesco junior al posto di Destro va proprio in questa direzione. Al 17′ il momento che cambia la faccia al primo tempo: Nainggolan è costretto a uscire per un problema muscolare (dentro Gerson), la peggior notizia possibile per la Roma anche in ottica Barcellona.


elettroshock — Lo stop ha l’effetto di un elettroshock sui giallorossi, così il Bologna ne approfitta: al 18′ Donsah spedisce alto di testa da buona posizione, nello stesso minuto i rossoblù passano con una conclusione precisa di Pulgar dai 20 metri, con i giocatori della Roma che protestano con Irrati per un fallo di mano di Poli nel batti e ribatti precedente al tiro. Kolarov e compagni provano a reagire: al 21′ Santurro esce male su un cross di De Rossi, ma Schick devia fuori di testa. Al 29′ Perotti si conquista un angolo, Schick stavolta è bravo ad allungare la traiettoria di testa su cross di Kolarov, ma sul secondo palo è clamoroso il legno a porta vuota colpito a pochi centimetri dalla linea di Strootman. Il Bologna si chiude bene, per la squadra di Di Francesco non è semplice trovare i varchi giusti. Al 39′ Schick reclama un rigore per un contatto con Helander, ma Irrati lascia giocare. Al 40′ l’occasione è tutta per il Bologna: Palacio lanciato tutto solo verso Alisson sbaglia l’ultimo controllo e favorisce l’uscita del brasiliano. Prova a far meglio Schick dall’altra parte: al 42′ viene servito da Gerson ma la conclusione con il sinistro è morbida per Santurro.

cambio tattico — Nella ripresa Di Francesco prova a spostare le pedina: Gerson va alto a destra e Perotti diventa trequartista per un 4-2-3-1. La mossa di fatto non produce nulla, se non uno sterile predominio territoriale. E così al 16′ Di Francesco prova nuovamente a rivoluzionare la squadra: fuori uno spento El Shaarawy, dentro Dzeko, Perotti torna a sinistra e Schick si piazza vicino al bosniaco. Al 17′ Gerson si fa anticipare da De Maio nella girata sotto porta, al 24′ Strootman strozza la conclusione di sinistro dopo l’assistenza di Dzeko. Nel Bologna esce Di Francesco, nella Roma entra Defrel. Minuto 31, arriva il pareggio giallorosso: Perotti si impossessa di un pallone sulla trequarti, scambia con Kolarov, conquista il fondo e serve un pallone che Dzeko, in anticipo su Helander sul primo palo, devia in gol. La Roma va in forcing, il pubblico si infuria per il cambio allo scadere deciso da Donadoni (fuori Verdi), al 46′ Defrel si fa deviare in angolo la conclusione dopo un’uscita errata di Santurro, poi al 48′ Perotti allarga troppo la conclusione con il destro, proprio sul fischio finale il portiere del Bologna è bravo a intercettare un cross basso di Kolarov. Non c’è più tempo, il pareggio fa più male alla Roma che a Donadoni.

Dal nostro inviato Davide Stoppini 

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