Romulo e Var: Verona ride Il Cagliari piomba in zona B

Il rigore vincente di Romulo. LaPresse

Il rigore vincente di Romulo. LaPresse

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Il Verona è vivo. Il Cagliari sta per affondare. Dimenticata la scoppolona di Benevento, l’Hellas vince (1-0, gol su rigore da Var di Romulo), riprende a sperare e inguaia il Cagliari e forse anche il suo tecnico Diego Lopez al terzo k.o. di fila. Al pubblico del Bentegodi non basta: finita la partita continua a insultare i giocatori, ed espone striscioni tra i quali “Setti, primo colpevole” e “Pecchia Vattene”.

SCELTE — Pecchia, il vero vincitore di questa sfida, cambia tanto: fa fuori Verde, Buchel, Petkovic, Caracciolo. Segno che c’è tensione. D’altra parte fuori dallo stadio prima del via si capisce che aria tira. Contestano in 1500, tifosi che aspettano il pullman gialloblù al grido di “Conigli”. Durante il riscaldamento e prima del gol liberatorio non va meglio, Pecchia è un bersaglio fisso, i giocatori pure. E c’è pure la razione per l’ex d.s. Fusco che ha abbandonato la nave alla deriva: per lui striscione con tanto di scritta “Vigliacco”. Entusiasmo e pazienza sono finiti: lo dimostrano anche i miseri 2390 accorsi al botteghino per la partita dell’ultima speranza. Speranza che il Verona riaccende. Domenica a Bologna sarà un’altra battaglia alla ricerca di un miracolo.


La contestazione prepartita dei tifosi dell'Hellas. Ansa

La contestazione prepartita dei tifosi dell’Hellas. Ansa

CAGLIARI — Per i sardi è un’altra brutta botta. C’è da premettere che la fortuna non assiste i rossoblù, condannati da un tacco di Immobile al pareggio con la Lazio, da un siluro di Medeiros al 45′ col Genoa e oggi da un rigore assegnato da Valeri col sostegno della Var per un mani di Pavoletti su tiro di Fossati appena dentro l’area. Ma il Cagliari, che segna davvero col contagocce, e su rigore, ha fatto poco, pochissimo per meritarsi un risultato positivo. Tattica troppo attendista fino al gol subito (36′), zero idee di gioco, solo qualche lancio lungo di Romagna per cercare la testa di Pavoletti, unica risorsa davanti, cercata ancora di più quando Lopez ha perso per infortunio pure Lykogiannis e si è affidato alla spinta del belga Miangue a sinistra. Il Cagliari ha lottato, ma con troppa confusione dopo che ha subito il vantaggio. Pavoletti e Faragò nella ripresa hanno fatto compiere due miracoli a Nicolas che con teatralità si è poi accartocciato su ogni pallone che acchiappava.

PIU’ CARATTERE — Il Verona l’ha vinta col carattere. Meno tecnica rispetto al Cagliari, ma i polmoni di un mai domo Zuculini, qualche sgasata di Cerci, il dinamismo di Romulo e il continuo movimento del finto centravanti Fares che ha corso e speso tanto creando parecchio scompiglio. Il Cagliari ha provato a rimediare, ma la qualità di una squadra decimata dagli infortuni e con due perdite enormi come quelle di Cigarini (solo panchina per lui, rientra sabato con l’Udinese) e Joao Pedro (doping) è quella che è. Incredibile l’involuzione dell’ex gialloblù Ionita. Persino Castan sembra aver perso sicurezza. Solo l’inesauribile Barella e il difensore Pisacane hanno provato in qualsiasi maniera a non arrendersi. E la paura sembra abbia preso il sopravvento. Nella prima parte del match si è vista tanta paura. Quella che non ha avuto il Verona, spinto dal guerriero Franco Zuculini (che aveva anche trovato il 2-0 annullato per posizione irregolare di Cerci) e dalla voglia di dimenticare Benevento. Lopez ha provato per quel che ha potuto a invertire la rotta, inserendo anche Ceter e Cossu, capace di inventare qualche giocata. Niente da fare. E ora il Cagliari teme davvero. Aspettando le decisioni del presidente Giulini.

dal nostro inviato Francesco Velluzzi 

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