“Spal? Come in Champions Il turnover mi garba poco…”

Spalletti, tecnico dell’Inter. Getty

Spalletti, tecnico dell’Inter. Getty

‘); }

Carico come sempre. Se possibile ancor di più. Perché contro la Spal arriva probabilmente il test più duro di questo percorso di rimonta dell’Inter. Cinque vittorie consecutive hanno dato ai nerazzurri una nuova classifica importante in A e una nuova dimensione europea. E quindi adesso per Luciano Spalletti è vietato sbagliare: “Sono soddisfatto soprattutto della crescita della mentalità della squadra – ha ammesso Spalletti in conferenza -. Però ora vedremo se questa mentalità che abbiamo evidenziato è a pelle o sotto pelle. Se è a pelle c’è il rischio che dopo un paio di docce vada via, se è sotto pelle allora ci rimane ancora addosso. Sappiamo le insidie che andremo ad affrontare domani. Per quel che mi riguarda io domani sentirò la musica della Champions, se qualcuno ha bisogno di sentirla per trovare le giuste motivazioni allora se la può mettere come suoneria del telefono”.

l’inter prima di tutto — Messaggio chiaro. Come è chiaro il suo pensiero sulla rosa: “Non mi piace la parola turnover, per me sono tutti titolari. Ho una rosa ampia perché doveva essere così. Lo scorso anno andavamo numericamente bene per gli impegni, ora ci sono più impegni e quindi c’è una rosa più ampia perché la società ha lavorato bene, benissimo, sotto l’aspetto del numero dei calciatori e dobbiamo usare tutti. Poi devo decidere io, ma in campo ci va sempre l’Inter e bisogna avere un comportamento da Inter”. Poi una tiratina d’orecchie stimolare tutti a non accontentarsi e a fare sempre qualcosina in più: “Brozo e Vecino hanno fatto molti più chilometri di altri? Vuol dire che qualcuno non fa il lavoro corretto. Vuol dire che a volte si resta lunghi o in inferiorità. Qualcuno evidentemente corre di meno e costringe loro a fare metri in più. Quindi dobbiamo essere più bravi tutti a correre un pochino in più. Se si corre di più tutti insieme si fatica meno”. Elogio finale per Borja Valero, per certi aspetti il giocatore “più sorprendente” di questo ultimo periodo: “Vedere Borja che ha 45 anni, ah no meno… – scherza Spalletti, forse mandando una frecciata a chi in passato aveva criticato lo spagnolo – che sta fuori per 4-5 partite e rientra 5 minuti e fa la differenza, ne fa un’altra, sempre di 5’ e fa la differenza e poi gioca una partita intera e corre più di tutti… Ecco, vorrei più Borja Valero per passione e qualità e per attaccamento verso l’Inter e più saremo in grado di avere una strada importante. Perché l’Inter viene prima di tutto”. Appartenenza, mentalità, qualità e sacrificio. Il cocktail della rimonta nerazzurra.


Dal nostro inviato ad Appiano Gentile Vincenzo D’Angelo 

© riproduzione riservata