Totti accende il Colosseo “Che emozione essere qui Spero nessuno si arrabbi”

Francesco Totti. ANSA

Francesco Totti. ANSA

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La cornice più bella che potrebbe esserci a Roma, l’uomo più amato di Roma, almeno dalla sponda giallorossa: questa sera Francesco Totti ha presentato la sua autobiografia “Un capitano” (scritta con Paolo Condò) al Colosseo insieme a tutta la sua famiglia e a tanti volti noti. Da Veltroni a Cassano con la moglie Carolina (elegantissimo e in forma, sorridente con tutti), passando per Lippi, Zaccardo, Materazzi, Prandelli, Delneri, Ranieri, Rosella Sensi e altri ex compagni come Candela e Perrotta, Totti si è raccontato sul palco all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Presenti anche Monchi, Gandini, Baldissoni, Di Francesco, e in rappresentanza della squadra, De Rossi. Per le istituzioni erano in prima fila la sindaca Raggi, il presidente della Regione, Zingaretti, il presidente di Ics, Abodi, e l’ex numero uno della Figc, Abete. Ad aprire la serata Luca Ward, voce de “Il Gladiatore”, che ha letto un passaggio del libro. Quello in cui Totti ha detto no al Real Madrid: “Non andrò lì perché non è la mia storia. La mia storia è Roma”. I proventi del libro andranno al Bambin Gesù per un progetto dedicato al recupero di una vita normale per i piccoli malati oncologici.

racconti e polemiche — E poi il protagonista, Francesco Totti, l’uomo per cui si sono accese le luci del Colosseo. Totti arriva verso le 20.20, quando fuori c’è già tanta gente solo per vederlo, dargli uno sguardo, sentirlo ancora vicino. “È un’emozione unica, quando entri in un posto magico come questo provi qualcosa di diverso, soprattutto poi se sei romano. Sono lusingato, poi nel giorno del mio compleanno, anche se questa è una cosa che mettiamo da parte. In questo libro non parla tanto il giocatore, quanto il ragazzo di strada che è diventato uomo. La strada ti aiuta a capire tante cose, quella era la realtà di prima. Molto più bella e intensa, c’era più verità. Sono contento del percorso che ho fatto”. Francesco è poi entrato nelle pieghe del libro, ad iniziare dalle dimissioni di Franco Baldini: “Non speravo in questo, non l’ho fatto per togliermi dei sassolini. Anzi, spero che non ci siano altre persone che si possano arrabbiare. Mi dispiace, l’intento non è alzare un polverone”. Anche se Baldini è proprio l’uomo che ha deciso il suo addio al calcio: “Avrei preferito scegliere con la mia testa e con il mio fisico. L’avrei fatto, Se fosse stato un addio diverso sarebbe stato meglio”.


verso il derby — Poi Totti parla del suo futuro: “È ancora un punto interrogativo, anche se penso che il tramite tra squadra e area tecnica è quello che più mi si addice”. Ma anche del presente (“Sento più amore adesso di quando giocavo. Prima in giro per i campi la gente mi fischiava e mi insultava, ora mi applaude e mi ringrazia”) e del passato: “Vincere lo scudetto a Roma è come vincerne dieci da altre parti. Mi avrebbe fatto piacere vincerne di più, ma il rispetto e la fiducia sono la cosa più importante che possa aver dato alla mia gente”. Infine il derby di sabato: “Ogni derby è a sé, è una partita particolare e sentita. Spero che la squadra dia tutto quello che ha dentro, dimostrando il proprio valore. Ha un valore alto, ci crediamo noi, ci crede la tifoseria. Affronteremo questa partita a testa alta senza paura di nessuno. Anche se è una partita diversa dalle altre. Speriamo di fare un grande match, portando a casa un grande risultato”.

cassano e de rossi — Tra i tanti sketch della serata, la medaglia d’oro va a quello tra Batman e Robin. Sul palco con Totti ci sale quindi Cassano. “Calcisticamente è il giocatore più forte con cui ha giocato, parlavamo la stessa lingua, ci trovavamo ad occhi chiusi – dice Totti-. Poi ci ha aiutato il fatto che quando Antonio è venuto a Roma stavamo sempre insieme, 24 ore su 24”. Quindi la parola a Cassano: “Io ho rifiutato la Juve per andare alla Roma e giocare con Totti, lui per me è la storia del calcio italiano. Altrove avrebbe potuto vincere un paio di Palloni d’Oro, ma per l’amore della sua gente è rimasto qui. Per mamma Fiorella è come se fossi stato un terzo figlio. La sua è una famiglia speciale”. Poi l’affetto di Daniele De Rossi, l’attuale capitano: “Lui è sempre lì, pronto a rimettersi gli scarpini e ad entrare. Quando l’ho visto per la prima volta negli spogliatoi mi ha preso quasi un colpo. Poi per fortuna questa cosa è passata ed è diventato semplicemente un amico. E quando vado in giro ancora mi dicono: oh, il capitano è Totti, ma anche tu sei bravo”. E Totti ci scherza su così: “La fascia di capitano di Daniele l’ho guardata solo quest’anno, visto che la Lega gli ha fatto già tre multe…”.

 Andrea Pugliese, Chiara Zucchelli 

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