Turbo Napoli: 3-0 al Parma Insigne e Milik da applausi

Al San Paolo doppietta per il polacco Milik. Afp

Al San Paolo doppietta per il polacco Milik. Afp

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Troppo Napoli o troppo poco Parma? Difficile dirlo, ma la fotografia della partita è nel punteggio finale (2-0 per gli azzurri) con una squadra che arriva lanciata alla sfida con la capolista Juve e l’altra che dovrà ripartire in fretta perché al San Paolo è apparsa bloccata. Carlo Ancelotti ha sottoposto i suoi alla prova del nove (superata), nel senso che ha cambiato nove uomini rispetto a Torino per avere risposte da tutto l’organico e soprattutto far rifiatare alcuni elementi in vista della Juve. Esordio assoluto per il terzino destro Malcuit, esordio in Serie A per Fabian Ruiz, già visto in Champions, schierato nell’inedita posizione di ala destra (suo il primo tiro in porta al terzo minuto con respinta disperata di Gagliolo). Di contro, D’Aversa ha lasciato in panchina Gervinho preferendo Deiola a Rigoni e rispolverando davanti Di Gaudio e Ciciretti ai lati di Inglese. Da entrambi nessun segnale positivo.

DOMINIO AZZURRO — Nemmeno il tempo di annotare le formazione ed Insigne ha portato il Napoli in vantaggio su assist di Milik: grave l’errore di Iacoponi che ha lasciato al numero 24 un pallone solo da spingere in rete. Per il talento della Nazionale quinto gol in campionato. A quel punto il Parma ha dovuto riorganizzarsi e lo ha fatto provando ad alzare i terzini e finendo con il rischiare grosso di conseguenza su una incursione di Mario Rui. Specie a sinistra il Napoli ha sfondato spesso perché Zielinski è scappato in continuazione alla guardia di Deiola. Il polacco si è divorato però il gol del raddoppio al 21’ dopo un flipper al limite tra Insigne e Bruno Alves in seguito all’ennesima buona giocata di Fabian Ruiz (finto esterno, in realtà mezzala aggiunta). Troppo molle il centrocampo ospite: Ciciretti è venuto talvolta a giocare da trequartista ma ha allungato ulteriormente la squadra di D’Aversa. Il Napoli ha avuto solo il torto, e la sfortuna, di non chiuderla in fretta complice il palo di Insigne al 32’ che ha avuto il sapore della beffa per la precisione con cui era stata indirizzato il pallone dall’attaccante azzurro. Il dominio della formazione di Ancelotti è stato tecnico ma anche fisico perché il Parma è sempre arrivato in ritardo sul pallone, tanto che Mario Rui in ripartenza ha impegnato Sepe a terra in un intervento tutt’altro che facile poco prima dell’intervallo.


SUL VELLUTO — L’inizio della ripresa è stato per il Parma negativo come l’inizio della partita. Dopo tre minuti, assist di Insigne e tiro secco con il mancino di Milik, lasciato incredibilmente solo alle spalle della linea difensiva : due a zero ed emiliani sotto al treno. Il tiro a lato di Stulac non ha dato il senso della reazione, che in realtà non è mai arrivata. Così il Napoli ha potuto fare accademia risparmiando pure preziose energie in vista dello Stadium (vedi le sostituzioni di Insigne e Zielinski). Senza forzare è arrivato il terzo gol, ancora opera di Milik che da due passi ha appoggiato in rete un tiro cross di Verdi. Il Napoli a quel punto ha definitivamente alzato il piede dall’acceleratore e ha finito a passo cadenzato. Lo stesso che ha tenuto il Parma per tutta la partita, un problema su cui D’Aversa dovrà riflettere proprio mentre Ancelotti penserà a quali sorprese riservare ad Allegri.

 Gianluca Monti 

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