Tutti i dubbi di Bonucci Non si sente incedibile

Leonardo Bonucci, centrale e capitano del Milan. Ansa

Leonardo Bonucci, centrale e capitano del Milan. Ansa

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Di un altro Leonardo, oltre che del brasiliano ex e chissà futuro rossonero, si parla nelle prime ore del nuovo Milan. Il Leo in questione è Bonucci e anche in questo caso ci si interroga sul ruolo: plusvalenza o fedele capitano? La differenza è dettata dal punto di vista da cui si inquadra la scena. Ma, in un caso o nell’altro, al centro dell’obiettivo c’è la tensione tra le parti. L’accoglienza dell’estate scorsa, l’entusiasmo dei tifosi, la folla in attesa davanti alla sede del club sembrano già appartenere a tutto un altro film. Allora era una commedia a lieto a fine, oggi somiglia di più a un giallo.

LA VERITà DI LEOIeri Bonucci si è immerso in una vasca d’acqua gelida per recuperare al meglio dai due allenamenti della giornata: con lui – nella foto documentata sui social – c’erano anche Romagnoli, Gabriel e José Mauri. Più in generale, e come anche l’ultimo scatto dimostra, Leo si è completamente immerso nella nuova realtà. Fin da subito è stato eletto leader del gruppo e capitano della squadra: qualità e carisma fatte valere in gran parte delle 51 presenze complessive stagionali. Da bravo difensore ha stoppato gli avversari (quando possibile) e da bravo condottiero ci ha spesso messo la faccia, specialmente quando necessario. La sceneggiatura pare essersi inceppata più di recente, quando Bonucci ha interpretato così un messaggio più o meno diretto: “Caro Leo, grazie di tutto, ma se vuoi ora puoi anche andare”. Andrebbero però considerate le circostanze dell’sms: con un mercato molto meno ricco e praticamente a saldo zero, il ricavo di una sua possibile cessione sarebbe utile alle trattative in entrata. Di fronte a questo segnale, il capitano avrebbe però iniziato a considerare una via d’uscita rossonera. A cui, da quanto filtra, lui non si opporrebbe, sebbene non fosse lo scenario primario che aveva in mente. In questa direzione va tenuta presente un’ambizione personale, più che legittima, per un club che giochi in Europa, eventualità per cui il Milan dovrà prima passare da Losanna. Il Psg dell’amico Buffon metterebbe tutto dentro al menù: la Champions, un ingaggio ricco quanto quello rossonero, la possibilità di essere un cardine anche della nuova squadra.


LA VERITà DEL CLUBIl Milan è invece sintonizzato su un’altra trama: il club accontenterebbe Bonucci solo se fosse lui a esprimere il desiderio di trasferirsi. La linea che costantemente filtra dalla dirigenza è una disponibilità a trattare una cessione solo se un giocatore arriva a bussare alla porta, e Leonardo non avrebbe fatto toc-toc. È una concezione che vale per tutti i protagonisti della rosa, non solo per il suo capitano. Non è dunque una strada sbarrata alla partenza di Leo ma un ostacolo da superare se sarà il diretto interessato a farsi avanti. E prima ancora di lui una società che porti sul tavolo del club l’offerta giusta per iniziare una trattativa. Magari una cifra che giustifichi una plusvalenza, di certo nessun bonifico inferiore a quello che il Milan aveva spedito sui contri correnti della Juventus. In ogni caso dopo il grande calore dell’estate scorsa va registrata la grande freddezza di questi giorni: Bonucci e il Milan, dopo essersi presi dodici mesi fa nella sorpresa generale, potrebbero essere già pronti a dirsi addio. Con altrettanta sorpresa, o forse no.

 Gozzini-Pasotto 

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