Vale Vroom: “Io ancora top Dai Buffon, ora imitami!”


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È un uomo innamorato, Valentino Rossi. Della moto, delle corse, di una vita da globetrotter della velocità. E si racconta a cuore aperto nella bella intervista rilasciata a Paolo Ianieri.

Valentino, è tornato dal Qatar con la coppa del 3° posto, il 228° trofeo in carriera, ma anche 2 anni di contratto. Francesco De Gregori, in una bellissima canzone, “La valigia dell’attore”, canta la vita nomade di un artista. Nella valigia del pilota Valentino Rossi, invece, cosa c’è?


“L’essenziale. Dopo tanti anni sono arrivato a un buon livello, la apro e c’è dentro tutto quel che serve. C’è la tartaruga ninja, pupazzetto regalo di mia mamma, che è con me da ancora prima che corressi nel Mondiale. Una penna, un’agenda per scrivere di cose sportive, cappelli, che mi piacciono…”.

Un altro “vecchio” ha un anno più di lei, è Gianluigi Buffon. Deve ritirarsi o continuare?

“Deve continuare assolutamente. Se ha voglia. Penso che lui sappia se può essere ancora al top”.

Gli scorsi giorni Buffon ha ricevuto critiche feroci perché è tornato in Nazionale. C’è così tanta invidia nei vostri confronti?

“Sì. Secondo me dà più gusto ed è più facile dire che uno è finito, invece di riconoscere come abbia le palle e sia ancora lì a provarci. Ci sono due tipi di persone: quelli che apprezzano se un altro è un grande, e godono un po’ anche loro. E quelli invidiosi, che riflettono la propria piccolezza sugli altri. In Italia va di moda farlo”.

Libri?

“Sì. Anche se leggo poco. L’ultimo è “L’inverno di Frankie Machine”, di Don Winslow. La procacciatrice è zia Germana, sorella di Graziano e professoressa d’italiano. A me piacciono i gialli e quando arrivo a corto le dico, “Ge’, vai un po’ in biblioteca che è ora”. Ultimamente ho letto un po’ di libri di Jo Nesbo, mi piace la serie dedicata a Harry Hole”.

È la 23ª stagione, arriverà a 25, il tempo che passa tra nascere e laurearsi. Cos’è rimasto di quel ragazzino che nel 1996 debuttava in 125?

“Tante cose sono rimaste non dico uguali, ma simili. Soprattutto la voglia di guidare la moto e il sentirmi realizzato quando faccio una bella gara, il gusto che provo. Scendere in pista, da solo, con la tua moto è sempre speciale, provare a vincere una gara, il Mondiale. Negli ultimi anni, poi, mi piace proprio molto andare alle corse a lavorare col mio team, dare il massimo dal giovedì per arrivare domenica alle 14 avendo messo a posto tutti i piccoli dettagli”.

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 Paolo Ianieri 

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