Virginia Raffaele, prova di maturità: non imita, interpreta

Virginia Raffaele non imita, interpreta. Forse interpreta sé stessa (tutti soffriamo di crisi d’identità), forse è affascinata dalla disgregazione dell’io, forse è consapevole del fatto che amiamo nasconderci dietro una maschera. Del resto il titolo del suo nuovo programma, «Come Quando Fuori Piove», rimanda al valore dei semi nelle carte da poker (Nove, mercoledì, ore 21,27). I semi sono quattro, come le donne cui Virginia offre un passaggio per entrare all’interno della commedia sociale (ogni donna si muove in una macchina, in fuga dal suo presente). Gregoria Barberio Bonanni, una signora anziana dall’età indefinibile, è un’economista ai vertici delle lobby mondiali che ha avuto tutto dalla vita: attenzioni, prestigio, denaro. Ha una vaga somiglianza con Rita Levi Montalcini. Sembra animata da un solo scopo: tormentare il giovane autista Ettore. Susanna è una fresca sposa, felice di vivere finalmente il giorno più bello della propria vita con Dario.

Gli sposini seguono il fotografo (un Oliviero Toscani che finalmente si prende in giro) che li porterà verso una cascata, delizioso angolo di natura dove immortalare il giorno più bello della loro vita. Ma le cose non vanno così. Saveria Foschi Volante (il doppio cognome è eredità aristocratica o conquista borghese?) si ritiene la migliore attrice italiana ma l’insicurezza non le permette di affrontare un provino per Pedro Almodóvar. Giorgiamaura è una diciannovenne pugliese esclusa dalla famiglia, dagli amici, dalla vita. Ha un solo scopo: partecipare ad «Amici» di Maria De Filippi. Nelle donne di Virginia Raffaele non c’è uno sguardo crudele, non c’è la maschera comica della sventurata (anche se sono tutte perdenti), non c’è solo il tema dell’afflizione. C’è piuttosto un’amarezza che sfiora, col sorriso sulle labbra, il tragico. È una prova di maturità, è un ridere amaramente di sé e del proprio mondo.